‘Racconti di paura’ è l’ultimo film diretto da David Yarovesky (‘Brightburn, l’angelo del male’ del 2019), con la partecipazione nella produzione di Sam Raimi; viene distribuito il 15 settembre sulla piattaforma video Netflix. La pellicola è tratta dall’omonimo libro fantasy-horror per ragazzi scritto dall’autore J. A. White e uscito nel 2018.
Capisco che questa premessa possa portarvi a pensare ad una recensione di un prodotto esclusivo per bambini e per questo ci tengo subito a precisare che, nonostante tutti gli elementi puntino su quella direzione, a differenza del libro, la trasposizione è adatta ad una fascia di pubblico più ampia.

Alex Mosher (Winslow Fegley ‘Come play’) è un bimbo dotato di una fervida immaginazione che sfrutta quotidianamente per scrivere racconti del suo genere preferito, l’horror. Il giorno del suo compleanno, in piena crisi esistenziale, si allontana di nascosto dal proprio appartamento ma prima di poter mettere un piede fuori casa, cade nella trappola di una famelica strega.
In un attimo si ritrova catapultato in un’altra dimensione, prigioniero, senza via d’uscita, all’interno della casa stregata di Natacha (Krysten Ritter, famosa per il ruolo di Jane, ragazza instabile di Jesse Pinkman in ‘ Breakin Bad’).
La situazione è subito chiara: l’hobby della strega non è certo quello di collezionare francobolli; inganna le proprie prede per poterle sfruttare a proprio piacimento fino ad ucciderle quando diventano inutili. È l’attitudine a scrivere racconti dell’orrore che tiene in vita Alex. Ogni giorno dovrà leggere a Natacha una nuova storia.
Pur trattandosi di un prodotto low budget, le ambientazioni e i costumi, specialmente quelli più estrosi indossati dalla strega, sono perfettamente adatti al periodo e, oltre a dare una maggiore enfasi alle scene girate, arricchiscono il prodotto finale attribuendogli carattere.
Il copione strizza l’occhio ad alcuni classici per bambini, ma se a malapena si sente l’influenza degli stessi sceneggiatori della ‘Llorona’ (Mikki Daughtry e Tobias Iaconis) si nota decisamente, soprattutto nella seconda parte, l’impronta di Sam Raimi che riporta spesso il timone della nave verso acque più tetre e insidiose.

La trama, pur ruotando attorno a pochi personaggi, interpretati da attori all’altezza della situazione, non risulta mai banale né scontata. Durante lo svolgimento presenta piccoli tasselli rivelatori che svelano, come dei colpi di scena, elementi che rendono la storia dinamica e imprevedibile, affrontando con maturità il tema dell’emarginazione.
Accolto dalla critica con l’82 per cento dei voti positivi su ventidue recensioni (fonte Rotten Tomatoes), reputo il film adatto per chi volesse approcciare il genere horror senza troppi scossoni.
Cosa c’è di più adatto di un film sulle streghe quando lentamente ci si avvicina alla loro notte?









