Ricordo benino i Nothing But Thieves, band britannica venuta alla ribalta nel lontano 2017 come se fosse chissà quale fenomeno. In tutta la massima onestà, ignorando totalmente e volontariamente i circuiti radiofonici finto rock soliti passare solo quelle 4/5 canzoni, riuscii a limitare l’impatto della proposta estiva del suddetto anno e ascoltai poco e malvolentieri quell’album di cui, quindi, ricordo ben poco, senza nemmeno aver pentimenti di sorta.
I nostri della terra di Albione però decisero di riprovarci nel 2020 ed ora, ad un solo anno di distanza, escono un EP “Moral Panic II”, che concentra in sole cinque canzoni il meglio del meglio del loro meglio che però, peccato (o no) non è niente di che di un CTRL C+ CTRL V di Muse, leggero accenno di Radiohead (qualche parte vocale e basta), forse Black Keys ma forse solo perché li confondo io per simile vacuità, d’altronde quando il produttore è un tale Richard Costey (già Biffy Clyro, Muse, Foo Fighters) ci vuol poco a capire dove andare a parare.
In fondo sono totalmente d’accordo con la Band, il sound è vincente per la fetta di ascoltatori da radio da classifica, playlist del proprio servizio streaming preferito (magari svedese), il suono sa essere anche leggermente accattivante, mantenendosi sempre su quelle coordinate alternative triste, coretto melodico e durata massima di ogni canzone di circa 3’30” (ops)
Ascoltate pure “Boring (Moral, scusate) Panic II” quelle due o tre volte utili per riconoscere la band alla radio o in qualche pubblicità di automobile segmento b versione sportiva e poi, molto probabilmente, lo dimenticherete come già come i loro vecchi album.
Ve lo dico? Meno noiosi il Mixtape di Emis Killa, o l’ottimo Milano Soprano di Don Joe, ma ne parleremo un’altra volta, fatemeli ascoltare meglio.
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