E’ il 1982, esplode il conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per le Isole Falkland, Israele invade il Libano meridionale, l’Italia è per la terza volta Campione del mondo. E ancora, nascono il Commodore 64 e i Compact Disk. E sul grande schermo tutti guardano ‘E.T. l’extraterrestre‘. Il film di Steven Spielberg, uscito l’11 giugno di quell’anno, realizzò i maggiori incassi nella storia del cinema fino ad allora, riuscendo a scalzare nella classifica un altro classico della cinematografia di fantascienza, ‘Star Wars’ di George Lucas.
Il prossimo 21 aprile Hollywood celebrerà al Chinese Theatre il quarantennale di ‘E.T.’, nella cornice della cerimonia di apertura del TCM Classic Film Festival. L’evento, organizzato da Turner Classic Movies (la pay tv della Warner Bros) vedrà la partecipazione di Spielberg con i produttori Kathleen Kennedy e Frank Marshall.

L’idea dell’alieno lasciato per errore sulla Terra, che diviene amico di un umano bambino, ha uno spunto autobiografico: è quell’extraterreste che Spielberg adottò da piccolo come amico immaginario dopo la separazione dei genitori. Il pupazzo meccanico dell’ “alieno buono” (1, 2 metri, il collo di 20 centimetri, la testa a triangolo e gli occhi creati dall’Eye Institute dell’Università della California – UCLA) fu progettato dal genio degli effetti speciali Carlo Rambaldi. Comprendeva un costume animato da due persone di bassa statura e un ragazzo dodicenne nato senza le gambe. Rifiutato da Columbia Pictures come “uno stupido film della Walt Disney”, il film prodotto dalla Universal con un budget di un milione e 500 mila dollari si guadagnò nove nomination e quattro premi Oscar: migliori effetti speciali, colonna sonora di John Williams (90 anni lo scorso 8 febbraio), suono e montaggio sonoro.
E.T. può usare la telecinesi, è un “guaritore” attraverso il suo lungo polpastrello, comunica con la telepatia e manifesta i sentimenti con un cuore bio-luminescente. Un bambino di 10 anni, Eliott, lo aiuta a sfuggire dagli agenti del Governo americano che vogliono catturarlo: una storia magica e sentimentale, di contrapposizione tra lo sguardo infantile e quello degli adulti sul mondo.
Indimenticabile è il momento del pianto di Eliott quando gli agenti stanno per portargli via l’amico arrivato dal cielo. Per quella scena il piccolo Henry Thomas fu scelto in un celebre provino per interpretare il bambino protagonista del film. L’immagine simbolo del lungometraggio, il volo in bicicletta verso la Luna di Eliott e l’alieno, con il fratello Michael e il loro amici, diventò il logo della Amblin, la compagnia di produzione di Spielberg.
Sulla pellicola il premio Pulizer Roger Ebert scrisse: “Questo non è semplicemente un buon film. È uno di quei film che spazzano via le nostre cautele e conquistano i nostri cuori”. Così ‘E.T.’ è diventato un film intramontabile, che si tramanda nell’immaginario di più generazioni. L’infanzia, uno dei motivi della filmografia di Spielberg, ritorna oggi a distanza di quarant’anni nel nuovo film del regista, ispirato alla sua vita da bambino in Arizona alla fine degli anni Cinquanta. Si tratta di “The Fabelmans” In uscita il prossimo novembre, interpretato dagli attori Michelle Williams, Seth Rogen, Paul Dano, Julia Butters e Gabriel LaBelle. Come rivelato nei giorni scorsi da Variety, nel cast si aggiunge un mostro sacro del cinema internazionale, David Lynch.
(nell’immagine uno screenshot del film)










