Nel cuore delle campagne di Serramanna un’oasi rigogliosa è emersa, portando con sé la rinascita di un fiume dimenticato: un tratto trascurato del Rio Leni, uno dei corsi d’acqua che attraversano il paese, si è trasformato in un rifugio artistico e naturale ribattezzato come il villaggio di ZenaRio Leni. A dare vita a questo spazio, dove arte, natura e relax si intrecciano, Simone Pireddu, cantante noto a livello regionale meglio conosciuto come Bujumannu, insieme ad Andrea Paperina, Raimondo Podda, Manuel Zuddas.
“Tutto ebbe inizio durante il lockdown, quando l’unico modo per evadere e incontrarsi stava nelle passeggiate in campagna – racconta Pireddu – Ed è così che abbiamo iniziato a frequentare il fiume, luogo vissuto fin dall’antichità”, in passato un’area pulsante ricordata per la sua ricca flora e fauna, per le sue acque limpide e per i bagni e i tuffi nei carroppus (golene). Col tempo, la vivacità ha lasciato spazio a un preoccupante stato di degrado per cui i membri del comitato spontaneo Salviamo il Fiume Leni si erano già mobilitati tra il 2009 e il 2011. A distanza di dieci anni, i quattro si sono adoperati per dare al fiume un’altra chance. “Abbiamo iniziato a eliminare l’immondizia che negli anni si è accumulata nel fiume, dall’eternit alle gomme d’auto, fino ai sanitari, alle bottiglie e ai sacchetti di plastica – spiega Pireddu – In seguito, abbiamo messo in sicurezza il letto del fiume, ostruito dalle canne che vi si sono riversate col tempo. Le stesse sono state usate per creare passaggi segreti, labirinti e capanne”.
Dopo aver rimosso anni di rifiuti accumulati, la zona è stata abbellita con fiori, piccoli alberi, cartelloni con aforismi vari e tante opere d’arte zen realizzate con tutto ciò che la natura offre: dalle pietre in equilibrio, ai quadri e alle pietre dipinte, fino alle costruzioni e ai piccoli villaggi ispirati all’architettura nuragica realizzati con la malta. “In questo spazio, l’arte diventa espressione liberatoria e zen, qualcosa che aiuta sia a riscoprire il benessere attraverso l’ordine e l’equilibrio, sia il recupero del legame perduto con la natura – spiega Pireddu – In questo senso, il villaggio ZenaRio Leni è un’occasione, oltre che uno spazio, per esprimere la propria arte in assenza di contesti dedicati”.
Nonostante gli atti vandalici subiti dal 2020 a questa parte, il gruppo è sempre motivato a restaurare e trasformare l’oasi in un luogo sempre più rispettato e, soprattutto, a espandere questo progetto: “stiamo progettando di ampliare il villaggio, collegando diverse ‘spiagge’ con luoghi di meditazione”. Oltre alla visita guidata al villaggio avvenuta lo scorso giugno “ci piacerebbe organizzare degli eventi speciali come le celebrazioni dei solstizi o delle feste a tema tra cui, ad esempio, la festa dell’acqua o, ancora, il compleanno di ZenaRio – afferma Pireddu – Inoltre, ci piacerebbe coinvolgere attivamente l’amministrazione ma soprattutto i giovani, in modo che capiscano e apprezzino la presenza di uno spazio riservato e pulito, con acqua limpida e pieno d’arte”.
In un’epoca in cui la connessione con la natura è spesso trascurata, ZenaRio Leni è un chiaro esempio di come la collaborazione e l’impegno possano trasformare un luogo dimenticato in un’utopia verde, un’oasi che ha il potere di rinnovare il rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante.
ZenaRio Leni in ‘Senza confini’
Il suggestivo villaggio ZenaRio fa da sfondo al videoclip del brano ‘Senza confini’, estratto dall’album omonimo di Bujumannu rilasciato nel 2023. Ciò che emerge è la magia di questo luogo che rivela un mondo vibrante, ricco di colore, vita e anima.
(Photo gallery: immagini di Simone Pireddu)










