Tra le vittime della follia criminale che ha sconvolto la cittadina di Konsberg in Norvegia, e il mondo intero, c’è anche Andrea Meyer, tra i talenti più interessanti degli ultimi trent’anni nel panorama musicale underground europeo.
Andrea Meyer, una delle voci più oscure della musica dark ambient, ha perso la vita il 13 ottobre, mentre usciva dalla sua abitazione a Konsberg in Norvegia, assassinata da Espen Andersen Bråthen, un terrorista danese convertito all’Islam radicale, che armato di arco e frecce ha seminato il panico nella cittadina uccidendo cinque persone e ferendone altre due.
Molte personalità del panorama della cultura underground hanno espresso il loro cordoglio davanti a una morte così insensata e tanti fan hanno manifestato in rete la tristezza per questa perdita. Andrea è stata infatti una delle personalità considerate più influenti nell’area musicale e culturale che gravitava tra Londra e la Norvegia negli anni ’90 e che trovava nell’etichetta discografica Cold Meat Industry, specializzata in band dal forte connotato orrorifico ed esoterico, un approdo sicuro per tutti gli amanti delle sonorità più cupe.
La carriera musicale di Andrea Meyer inizia negli anni ’90 a Londra, quando, come parte della sub cultura Gothic, assorbe le influenze della letteratura gotica e della fascinazione per i vampiri. Da sempre amante degli animali, concentrò i suoi studi musicali nella direzione dei generi ethereal e dark ambient, strettamente connessi con la natura.
Il suo primo progetto è del 1994, a nome Aghast, realizzato insieme all’artista Tania Stene. L’album d’esordio “Hexerei Im Zwielicht Der Finsternis” fu accolto da una vera ovazione da pubblico e critica: oscuro, evocativo, claustrofobico, trae ispirazione dalle tradizioni fosche del nord Europa, dalla chiesa di Satana, dall’occultismo. Il brano “Sacrifice” fu incluso anche nella colonna sonora del celebre film horror “Sinister”. Tracce lunghe e ossessive, da ascoltare come una suite unica, misteriosa e arcana rendono “Hexerei Im Zwielicht Der Finsternis” un manifesto per questo genere.
Dopo l’esperienza con Aghast Andrea, che nel mentre aveva anche intrapreso una carriera da modella fetish e ballato nelle performance live con i Cradle of Filth contribuendo a rafforzare l’immagine tenebrosa della band black metal, fondò un nuovo progetto musicale, più orientato verso il paganesimo e dai toni più folk: Hagalaz’ Runedance.
Autrice del libro “The Ancient Fires of Midgard”, Andrea scrisse anche molte poesie con uno stile gotico e surreale e si dedicò anche alla sceneggiatura horror. Si considerava una persona estremamente spirituale e studiava costantemente miti e leggende che poi trasponeva in musica pur non aderendo mai a nessun culto, volendo mantenere una mente aperta e scagliandosi contro le regole asfittiche delle religioni.
I progetti successivi, Aghast Manor e Nebelhexë, mantengono intatte le caratteristiche tipiche della sua musica come la predilezione per il rumorismo infernale, le melodie strazianti, le voci ovattate e le atmosfere nebbiose.
Nonostante la sua immagine forte e la presenza costante nel mondo della musica underground, conduceva una vita personale discreta e riservata, insegnando kickboxing e occupandosi della figlia Alva, avuta dall’ex marito Tomas Haugen che aveva militato in una delle band fondatrici del genere black metal, gli Emperor, con il quale aveva mantenuto buoni rapporti.
Con Andrea se ne va una parte importante di una scena ancora oggi attiva e prolifica, resta la sua eredità artistica a lasciare un segno, un cammino tra le nebbie che tanto amava celebrare.










