Nel cimitero monumentale di Bonaria, uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti di Cagliari, sta per concludersi il restauro architettonico e scultoreo di una delle cappelle situate lungo il muro di cinta occidentale del Vecchio camposanto: si tratta della cappella della famiglia Devoto, di proprietà del Comune di Cagliari. Il progetto di recupero, finanziato dal Ministero della Cultura e dal Comune di Cagliari, ha preso il via l’estate scorsa ed è stato affidato all’impresa Desogus restauri srl, sotto la supervisione dei due direttori della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari Stefano Montinari per la parte architettonica e Maria Passeroni per la parte storico- artistica.
Il recupero di questo gioiello d’arte funeraria è significativo perché restituisce alla città un pezzo molto importante e molto conosciuto del cimitero monumentale: infatti, la cappella Devoto è nota perché al suo interno si trova la statua di Efisino Devoto, uno dei simboli del cimitero di Bonaria, che prima dell’intervento si trovava in uno stato di degrado non indifferente. Realizzata nel 1887 dallo scultore piemontese Giuseppe Maria Sartorio, la statua del piccolo Efisio rappresenta in modo realistico un caso di morte prematura, un male che colpì tanti altri bambini e bambine sepolti nel cimitero di Bonaria (ce ne parla qui Maurizio Pretta): il bimbo, come recita l’epigrafe, visse solamente per 33 mesi. Un tragico momento immortalato da un ritratto fotografico post mortem, impiegato per la trasposizione su marmo, che rappresenta in modo struggente questa vita strappata troppo presto: il piccolo, vestito a festa, è disteso su una sedia a gambe incrociate, con la testa inclinata verso il petto, il braccio destro a penzoloni e un cavallino di legno in mano. Il dolore dei genitori, Gerolamo Devoto e Agostina Nespola, è ancora impresso nell’epitaffio inciso sul basamento della scultura: “Cattivo! Perché non ti risvegli?”, una frase toccante che racchiude la loro disperazione di fronte alla perdita incomprensibile e inaccettabile del figlio, che in quel momento pareva semplicemente assopito.
“Abbiamo voluto iniziare questo percorso – racconta Maria Passeroni – scegliendo una delle statue simbolo del cimitero di Bonaria, quella di Efisino Devoto, ricordata da tutti i cagliaritani come simbolo dell’innocenza troncata dalla morte. E vorremmo proseguirlo, insieme al Comune di Cagliari, recuperando le tombe del settore destinato alle sepolture dei bambini e delle bambine vicino alla tomba di Giovanni Spano, che attualmente versano in un precario stato di conservazione.”
Dopo i lavori, che termineranno presumibilmente a luglio, i visitatori potranno ammirare nuovamente la cappella Devoto dove il piccolo Efisio dorme, davanti agli occhi commossi degli osservatori.
(Foto di Lorenzo Spanedda)









