L’Orto Botanico di Cagliari, il polmone verde della città che conserva migliaia di specie vegetali provenienti da tutto il mondo, continua ad aprirsi alla cittadinanza proponendo diverse iniziative culturali, dove musica, immagini e arte sono le protagoniste di una divulgazione scientifica più accessibile e piacevole.
Dopo i primi appuntamenti estivi nel mese di giugno, giovedì 20 luglio è stato il turno della seconda edizione di Passione Scienza Day, progetto a cura dell’Associazione Scienza Società Scienza in collaborazione con l’Associazione Science is Cool e l’Orto Botanico di Cagliari, collegato al Festival Scienza che si svolgerà dal 9 novembre al 2 dicembre 2023. Un caldo pomeriggio tra conferenze, incontri e musica (qui il programma) dedicati al rapporto tra scienza e società, tema di questa seconda edizione, con un occhio più attento alle specie vegetali.
Il Passione Scienza Day è stato un’occasione per coinvolgere anche i più giovani, protagonisti dell’appuntamento conclusivo del progetto, dove scienza e musica si incontrano : si tratta dell’esibizione a tema, dal titolo ‘Biodiversità e polifonia vanno a braccetto’, del Coro Giovanile ‘Clara Voce‘, da Quartu Sant’Elena, diretto dal maestro Federico Liguori, composto da ragazzi e ragazze dai 13 anni in su. Questi giovani talentuosi, appassionati e impegnati (tra l’altro protagonisti del musical ‘Asylum’ ideato da Manuel Cossu, ispirato all’inchiesta ‘Ten Days in a Mad-House’ della giornalista Nellie Bly) hanno deliziato e fatto emozionare il pubblico del festival con l’esecuzione dei brani che hanno segnato i dieci anni di vita del coro. Sotto la guida del maestro, il coro ha giocato tanto sulle note di questi brani, con vari espedienti musicali utilizzati per rendere complessità, dissonanze e pause, elementi familiari all’ambito musicale, ma non molto lontani dalle scienze e dal concetto di biodiversità.
‘Biodiversità e polifonia vanno a braccetto’: i brani più rappresentativi del repertorio
Nel pezzo d’esordio, ‘Gabriel’s Oboe’ di Ennio Morricone, musica, matematica e scienza si intersecano, “accomunate da numeri, teoremi ed equazioni che, seppur di difficile comprensione, riescono alla fine a dare un risultato univoco. In questo caso – spiega il maestro Liguori – la composizione del brano, articolata in quattro voci (soprano, contralto, tenore e basso) segue per ciascuna sezione una direzione autonoma, come nel processo di ripiegamento proteico dalla struttura secondaria a quella quaternaria, per poi raggiungere una stabilità sul finale, sulla parola amen. Stabilità che la proteina formata raggiunge, e che la rende idonea allo svolgimento delle sue funzioni.” Il coro prosegue con ‘When I need a friend’, Coldplay, un brano in cui il concetto di scienza si presenta “in modo semplice, chiaro e conciso.- prosegue il maestro- Qui la scienza è portatrice di un messaggio finito, con una tesi e una sintesi, ma con validità perpetua. E così come i numeri indicano una misura finita, ma nel loro insieme sono infiniti, così questo brano veicola un messaggio finito, della durata di due minuti, ma con validità eterna: la richiesta della vicinanza di un amico nel momento della fine terrena, con la speranza che il ricordo del vissuto permanga negli altri come una fiamma inestinguibile.” Con ‘Nearer, My God, to Thee’ dei BYU Vocal Point il coro vuole esprimere “la complessità e l’articolazione metrica tipiche della musica basate su fini regole matematiche, come quella dei tempi sovrapposti – racconta Liguori- “Un brano a nove voci, dove le prime tre seguono un tempo in quarti mentre le altre quattro un tempo in ottavi: la dimostrazione concreta che per quanto diversa sia la durata del percorso, la modalità di prosecuzione dello stesso, l’arrivo è sempre quello, uguale per tutti.” I ragazzi e le ragazze, insieme al loro maestro, hanno salutato calorosamente il pubblico con l’ultimo brano, ‘Hyde and Seek’ di Imogen Heap. “In questo caso – conclude il maestro – la musica è variabilità e polimorfismo, armonia e dissonanza, melodia e pause. È formata da elementi completamente diversi tra loro che si preservano e convivono perfettamente, come in questo brano, ricco di respiri e dissonanze, formalmente classificate come cacofoniche, ma cariche di significato. E in questo contesto ci si può ricollegare alla biodiversità tra specie, che in ogni modo va preservata, nelle sue differenze, nelle sue pause e nei fattori più complessi . Così come i giovani che, in questo periodo più che mai portatori di innovazione e progresso, devono essere sostenuti, nelle loro diversità, durante le loro pause, nelle loro salite più ardue, per poter garantire quella preservazione della variabilità, che, come dimostrato, manda avanti la specie.”
(Foto di Martina Taris)










