Un gioiello.
Il nuovo lavoro solista (sei anni dopo ‘Plancton’) di Alessandro Fiori, fuori dal territorio Mariposa, è un gioiello che brilla nell’oscurità di uscite scialbe, banali, e, lasciatemi dire, inutili che ossessionano il mercato e le classifiche italiane.
Il cantautore casentino si conferma un solido riferimento del panorama alternativo, quello che ha veramente senso chiamare “indie”, creando un piccolo concentrato di amore, malinconia, quotidianità, dolcezza, ironia, il tutto miscelato con il suo talento di compositore.
Un album pop, folk, sperimentale, che – come da comunicato stampa – mescola Tenco e Flaming Lips, per 12 canzoni e 44 minuti, completamente scritto e composto tranne ‘Pigi Pigi’ (omaggio di Luca Caserta), ‘Mi Sono Perso Nel Bosco’ vede le collaborazioni di Brunori Sas, Levante, Colapesce, Massimo Martellotta, Dente, Iosonouncane e Enrico Gabrielli. Produzione affidata a Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Hugo Race, Scisma) e Alessandro ‘Asso’ Stefana, il tutto per una 42 Records che si dimostra etichetta di spessore ed intelligenza.
Torniamo al capitolo ospiti, vere collaborazioni che si rivelano notevoli valori aggiunti e non carrellate di featuring come avviene ormai troppo spesso in altri settori dell’industria musicale dove gli albumi vengono misurati anche per quantità di ospiti che nemmeno conoscono l’artista ma che contrattano strofe come commodity, tanto al chilo come ai banconi del mercato, invece, in questo caso, ogni singolo artista si trova nel posto giusto al momento giusto.
Un album che sto ascoltando ininterrottamente da giorni e che è in grado di farmi sognare, riflettere e spesso commuovere ma anche un po’ arrabbiare perché penso a quanto Fiori dovrebbe meritare di più in quanto una sorta di “unicum” del panorama italiano.
Scopritelo, magari proprio vicino casa vostra, durante il suo tour estivo.
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