Il regista apprezzato da pubblico e critica, autore di tante pellicole capaci di creare poesia attingendo dalla storia e dalla letteratura come ne “Lo cunto de li cunti”, “Pinocchio” ma anche guardando alle vicende più nere come in “Dogman”, ha realizzato per la maison Dior un viaggio mistico nel misterioso mondo dei tarocchi, che inizia con la lettura delle carte da parte di una cartomante a una giovane donna che le domanda: “Chi sono io?”.
Esplorando il castello si aprono delle porte e, davanti al suo sguardo stupito e affascinato, bellissime creature che interpretano le figure dei tarocchi appaiono alla giovane donna per mostrarle i loro segreti in un’atmosfera fiabesca, ammantata di sogno. Lei capisce che quelle figure sono possibilità e che lei può coglierle tutte, farle sue, viverle.
Gli abiti sono quelli della collezione Haute Couture Primavera-Estate 2021 firmata dalla stilista Maria Grazia Chiuri e sono ispirati al Quattrocento, in particolare a quello italiano. L’idea del tema dei tarocchi, come dichiarato in alcune interviste, le è venuto in mente da uno dei primi mazzi di carte realizzati dall’artista Bonifacio Bembo nella metà del 1400.
Più di altri brand Dior ha saputo attingere alle iconografie della storia dell’arte per raccontare attraverso le immagini uno spirito colto, creativo, con il guizzo tipico del genio. A volte sono stati i preraffaelliti, altre i simbolisti ad ispirare il marchio, questa volta la fine mano di Matteo Garrone sposa il Rinascimento non solo per dare un’anima e un’allure da fiaba agli abiti della collezione ma anche per suggerire i significati più nascosti e sottili che appartengono al Rinascimento stesso.
Un tempo di cultura, di lumi, di entusiasmo che è necessario rinverdire per contrastare il periodo di incertezza che stiamo vivendo, da affrontare con coraggio e determinazione ma senza rinunciare ad una bellezza che è anche simbolo di forza.
La regalità tipica dello stile Dior si declina in una palette di colori scelti che ricorda le pitture brillanti del Quattrocento in cui l’oro e il bronzo ravvivano i blu scuri, il nero e animano le tonalità più neutre come il grigio, colore molto amato dalla maison. Materiali impalpabili, dalla leggerezza onirica ma dalla trama solida vestono la femminilità anche nel modello tailleur pantalone.
Nonostante l’imponenza del castello, il lusso degli arredi, la ricchezza degli abiti l’atmosfera del film è leggera, come un’aria fresca. Un’aria che tutti vorremmo respirare.















