L’associazione Iscandula punta sul crowdfunding per il suo progetto di rivalorizzazione del patrimonio musicale sardo attraverso il recupero del prezioso film documentario “Is Launeddas, la musica dei Sardi”, una delle più straordinarie testimonianze di questo strumento millenario.
Tante associazioni culturali, in questo anno di estreme difficoltà e sofferenza per il mondo della cultura e della musica, hanno puntato sulla cooperazione e collaborazione, rivolgendosi a forme di finanziamento collettivo per mobilitare persone e risorse che scelgono di supportare la loro attività.
Iscandula si occupa di proteggere, conservare e diffondere la cultura musicale della Sardegna a tutto campo con ricerche, con la raccolta e la pubblicazione di materiali, l’organizzazione di corsi, conferenze, concerti attinenti le launeddas. L’associazione nasce dall’attività di ricerca dello studioso Dante Olianas sui materiali raccolti negli anni ’50-’60 in Sardegna dall’etnomusicologo e antropologo danese Andreas Fridolin Weis Bentzon, che ha concentrato tutta la sua ricerca sullo studio della cultura sarda e delle launeddas, raccogliendo dati sulle sue tecniche costruttive, i repertori musicali e la sua funzione sociale.


Durante alcuni viaggi nell’Isola, Bentzon svolse un meticoloso lavoro di indagine sulle tecniche di produzione e di costruzione delle launeddas, frequentando anche i più importanti musicisti, effettuando numerose e preziose registrazioni, filmati e fotografie con i maggiori suonatori del tempo. Con una cinepresa a manovella, un registratore a molla e venti pellicole scadute nel 1962 Bentzon ha girato uno dei materiali documentari più importanti prodotti nell’isola sul tema.
Tra il 1993 e il 1998, grazie a Dante Olianas e al lavoro del regista sardo Fiorenzo Serra, queste pellicole girate da Bentzon sono diventate un film documentario, intitolato “Is Launeddas, la musica dei Sardi” fondamentale testimonianza di abitudini millenarie che ci mostra una Sardegna antica in cui musica e tradizioni si fondono. Il film nel ’98 ha vinto il premio del I.A.M.S. (International Association for Media in Science) come miglior film scientifico, ma purtroppo a causa della bassa tecnologia dei tempi la qualità del suono è stata fortemente compromessa e il venti per cento del fotogramma è andato perduto.

Titolare dei diritti esclusivi sulle opere e sui materiali lasciati dall’antropologo danese, l’associazione Iscandula intende pubblicare e divulgare tutte le sue opere e invita chiunque sia interessato a sostenere il restauro del film, che avverrà anche con l’inserimento di scene inedite, e proponendo la fruizione di una versione in qualità Full HD.
I fondi che verranno raccolti con il crowdfunding (qui il link) saranno destinati alla scannerizzazione ed editing del nuovo film, alla riedizione e stampa di 500 copie del libro che lo accompagna e che accluderà il DVD e per la copertura dei costi del team impegnato nel progetto.










