I giorni passano, lasciano con sé ricordi e attimi che restano impressi nella mente. Ricordi importanti e intensi che Su Maistu, al secolo Alessio Mura storico membro del gruppo Balentia, ha confluito in un nuovo singolo in lingua sarda intitolato ‘’Ita Abarrat’’, pubblicato il 6 febbraio in occasione del suo quarantanovesimo compleanno, frutto della collaborazione con uno dei produttori più talentuosi dell’hip hop sardo ovvero Antonio Deidda, 35 anni in arte Owsir, che si è occupato anche delle riprese, della regia e del montaggio del video ufficiale – con la presenza di Michela Atzori ed Eleonora Mura, oltre che di Su Maistu stesso – ambientato nelle montagne del Marganai dalle parti di Domusnovas, nello specifico.
Il pezzo rappresenta uno dei momenti più importanti e ricchi di significato di uno degli esponenti più prestigiosi del rap isolano, sia dal punto di vista artistico che umano: profondità e capacità di analisi interiore permeano le strofe, accompagnate sapientemente da una strumentale elegante contraddistinta da un giro di piano malinconico e delicato. Il tutto, suggellato dall’abilità nello scratch di Matteo Mura ovvero Dj Wall Dot, attuale campione italiano DMC e fresco di partecipazione alle finali mondiali di San Francisco. Un maestro del giradischi, capace di dare un tocco di classe a un pezzo solido e pregnante, dove parole e musica si amalgamano alla perfezione. Nulla è lasciato al caso e a confezionare un lavoro curato nei minimi dettagli – con produzione esecutiva di Nu*ragika Records/Roots – ci pensano anche gli ottimi Andrea Aru e Vladimiro Stefano Frau, che hanno seguito le fasi di registrazione, mixaggio e mastering al Sonada Studio di Donori dando al tutto un suono preciso e fluido.
Tra i punti di forza della canzone, spicca l’alchimia venutasi a creare tra Su Maistu e Owsir, beatmaker che negli anni ha affinato il suo stile e che prosegue con passione nel suo percorso di crescita. “La mia collaborazione con Antonio – racconta Su Maistu – nasce dal fatto che intorno allo scorso settembre ho fatto una call su Facebook alla ricerca di nuovi beat e lui mi ha risposto subito mandando del materiale di spessore. Ci siamo trovati subito in sintonia e sicuramente faremo altro assieme. Attualmente mi concentro su questa nuova uscita, ma l’obiettivo è quello di lavorare a un prodotto più ampio che sia un album o un Ep solista”. Un obiettivo da perseguire con una nuova maturità frutto della quotidianità e del ragionamento sul tempo che passa, su cui si concentra il pezzo. “Andando avanti negli anni si cresce e si cambia, chiaramente. L’esperienza – aggiunge – serve a farti vedere le cose in maniera più matura, con meno irruenza rispetto a quando si è ragazzi. Quello che sicuramente non è cambiato è l’atteggiamento verso la scrittura: la sincerità viene prima di tutto, così come l’onestà intellettuale. Per chi scrive la coerenza è fondamentale”.
E sono proprio l’onestà intellettuale e la coerenza a consentire all’artista di Mogoro, residente a San Sperate, di originare spunti di riflessione preziosi: ad esempio, nella prima strofa scrive “amigus sparessius coitendi, unu giogu arrosciu”, ragionando così sulle amicizie fasulle, andando avanti non manca anche l’analisi sulla difficoltà dell’essere artista come emerge nella seconda strofa quando dice “setziu me in d’una cadira cun is manus in faci, pentzu a cras, apa a arrenesciri a scriri un atera storia nova?”. Emergono quei dubbi che sono all’ordine del giorno, quella paura che poi diventa uno stimolo per fare meglio e che si tramuta in ispirazione. “Quando lavoro ai miei progetti solisti – prosegue – mi concentro su aspetti più personali che mi riguardano, la scrittura è più intima. Il brano sancisce un ulteriore punto di svolta nel mio cammino e ruota attorno alla riflessione su che cosa lascerò a chi verrà dopo di me”.
Lo sguardo è proiettato verso il futuro, con la maturità di chi sa che il bagaglio d’esperienza accumulato è notevole. “Guardo i segni di cambiamento nel mio viso con soddisfazione, sono assolutamente positivi. Il corpo – conclude – riflette l’anima e tutto deve evolversi. La vita non è mai lineare ma questo non è un male. Il tempo che passa non mi spaventa, anche se mi colpisce parecchio la velocità con cui scorre e che porta tutti noi a essere immersi e presi dai nostri impegni quotidiani. La vita è davvero un attimo che passa via rapidamente”. Un attimo prezioso dove Su Maistu affronta la tristezza e la gioia, come affermava Emilio Lussu nel suo capolavoro ‘’Un anno sull’altipiano’’, con la consapevolezza che sono emozioni della stessa natura.










