Il festival ‘CagliariTiAmo, 100 palchi di periferia’, in programma a Cagliari dal 20 al 30 settembre con la direzione artistica dalla compagnia LucidoSottile, è ambizioso: portare il teatro in luoghi non convenzionali, riappropriarsi delle zone periferiche e coinvolgere chi ci abita in un percorso verso la consapevolezza.
Michela Sale Musio e Tiziana Troja, anime di LucidoSottile, non sono nuove a scegliere luoghi e linguaggi non convenzionali per cercare la bellezza e proporla al pubblico, dal momento che la diversità è elemento fondante della loro carriera. Ecco quindi che non saranno comodi teatri gli spazi adibiti alle performance ma abitazioni private, strade e piazze dei quartieri periferici di Is Mirrionis, SanMichele, Giorgino e Cep a Cagliari, ma anche a Pirri che con il capoluogo sardo ha confini molto labili.
Gli interventi di teatro diffuso, della durata di 15 o 20 minuti, saranno come flash in grado di attrarre chi osserva e di suscitare il desiderio di vedere di più, perché chi ama la cultura sa che crea dipendenza. Sono tanti gli artisti con esperienza internazionale e le compagnie coinvolte in questo progetto: Teatro Impossibile con Elio Turno Artemalle, White Box Studio con Gianluca Vassallo, Batisfera, Maya, Intrepidi Monelli, Teatro Dall’armadio e numerose giovani stelle emergenti del panorama nazionale come Felice Montervino, Giulia Vacca, Luca Massidda, Claudia Floris, Luca Cappai e tanti altri.
Nella serata di venerdì, in piazza della Medaglia miracolosa, il corpo di ballo di LucidoSottile con Michela Laconi, Valentina Puddu, Claudia Floris, Giulia Vacca, Luca Massidda, Luca Cappai ha inscenato “Momentaneo avvantaggio di suolo pubblico”, una performance che riporta l’attenzione sull’abuso di plastica e sulle conseguenze per l’ambiente. Lo spazio è stato poi dato a Lele Pittoni, musicista e scrittore, per una lettura “molto fisica” di uno dei suoi racconti. Ha poi recitato un monologo l’attrice Consuelo Melis, che tra una risata e l’altra ha lasciato il pubblico con un vago monito sulla sorte degli anziani. Giuseppe Boy ha portato in scena la sua Poeticomanzia interpretando il cartomante della poesia, una nuova professione, e attraverso le carte magiche scelte dal pubblico ha deliziato la piazza con letture da Rilke a Pasolini fino a Pessoa. Chiude la serata Franco Siddi, accompagnato alla chitarra da Andrea Congia, che parla di Cagliari, delle sue ascese e delle sue cadute attraverso le parole dell’antropologo Francesco Alziator e del poeta Aquilino Cannas.
Un festival di numeri: cento appuntamenti da non perdere, duemila tra ragazzi e ragazze dai tredici ai diciotto anni coinvolti insieme a quattrocento adulti. Un modo per riunire la collettività, per mettere in luce gli angoli nascosti e dimenticati di Cagliari, per trovare nuovi stimoli a vivere la città in modo partecipativo e empatico. Un modo per ricordare a tutti noi che la salute dei luoghi in cui viviamo è anche nostro preciso dovere, così come quello di mantenerne viva la memoria e rinnovarne costantemente il significato.










