È dedicata a quattro tra le figure più rappresentative nella scena dell’arte in Sardegna tra le due guerre ed oltre la mostra “I fratelli Melis. Una famiglia d’arte nell’isola dei colori”, ospitata a Cagliari al Palazzo di Città in Castello dal 21 ottobre al 28 gennaio e visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 18.
Prodotta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari e curata dallo storico dell’arte Giorgio Pellegrini, la mostra presenta dipinti, opere grafiche, ceramiche dei tre fratelli Melis – Melkiorre, Federico e Pino – e i ricami a filet della loro sorella Olimpia.

L’esposizione, che nell’attuale allestimento conta oltre 300 opere, è il risultato di un lungo lavoro di ricognizione compiuto in tutta Italia. “Siamo partiti su iniziativa di un collezionista e la gestazione della mostra è durata un anno e mezzo, quasi due anni – spiega l’assessora comunale alla Cultura Maria Dolores Picciau – Le opere provengono in parte dai musei di Bosa (il paese natale dei fratelli Melis, NDR) e di Urbania (la cittadina umbra dove Federico Melis allestì il suo studio alla fine degli anni ‘60 e dove visse fino alla sua morte, nel 1969, NDR). Importante anche l’apporto di 15 collezionisti con opere frutto di eredità e altre acquisizioni. La mostra è in divenire: dopo questo primo allestimento, ne verranno altri con le opere ancora da esporre”.

Giorgio Pellegrini introduce la mostra mostra con una foto del dipinto di Jacques-Louis David che raffigura Napoleone nell’atto di valicare in San Bernardo e portare così in Italia “la modernità” . “Questo dipinto del 1803 si può raffrontare con l’immagine scelta per la mostra, il cavaliere di Melkiorre Melis che nel Novecento fu testimone dell’irruzione della modernità in quell’isola dimenticata che era allora la Sardegna”.
Pellegrini ricorda come i fratelli Melis siano stati gli iniziatori della grande tradizione della ceramica d’arte. “Oggi il futuro dell’arte è nel design”, afferma. “La mostra è dedicata all’artigianato sardo, un’attività creativa messa in pericolo dagli assalti della tecnologia e della riproducibilità”, spiega.
L’allestimento si compone di una sezione su Melkiorre Melis e una su Federico Melis con dipinti, opere grafiche, ceramiche. Una terza sezione è con i dipinti e le opere grafiche di Pino Melis e una quarta con i filet di Olimpia Melis.
La lunga attività di Melkiorre in in Libia, tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, consente inoltre un collegamento concettuale con l’Africa italiana. Ed ecco, allora, una mostra in appendice dal titolo “Quarta Sponda. L’Africa italiana al tempo dei Melis”, con fotografie e oggetti vari.
(le foto delle opere sono di Maria Carrozza: in evidenza anfore di Federico Melis; nella gallery testa di donna desulese – Federico Melis, ritratto di Anna – Pino Melis, la sposa – Melkiorre Melis. La foto dell’allestimento sull’opera di Olimpia Melis è di Giorgio Marturana)










