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Abraxax e Kokeshi, freak culture

Di Giacomo Pisano
16/10/2020
in Comunicazione e società, Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 4 minuti

Lui modenese, lei sarda. Lavorano a Modena come tatuatori e piercer ma anche come performer in spettacoli di body art, fachirismo e circo horror. Una vita dedicata alle espressioni del corpo, all’amore per gli animali e a tormentare il perbenismo.

di Giacomo Pisano con il contributo fotografico di leonardochiarabini e shotbysud

Come vi siete avvicinati alla body art e alla body performance? Quale è il vostro background di riferimento?

Riccardo: tatuaggi e piercing mi affascinano sin da ragazzo essendo cresciuto frequentando la scena punk hardcore in cui sono molto presenti. Per quanto riguarda le performance, sono venute di conseguenza dopo aver iniziato a esibirmi ed appassionarmi al freak show.
Kokeshi: sono sempre stata attratta dalla body art sin da bambina. All’età di 11 anni comprai una rivista di Tattoo e piercing e mi si aprì un mondo; da lì iniziai a sperimentare su me stessa quello che poi è diventata la mi professione.

Le vostre attività quotidiane sono legate alla decorazione e al marchio del corpo. Riuscite a trasmettere alla clientela un messaggio di consapevolezza oltre che di pura estetica?

La maggioranza dei clienti che si avvicinano al tatuaggio o al piercing ha i suoi motivi personali per decorare il proprio corpo o imprimere sulla propria pelle un disegno, però tutto è diventato molto distante dallo spirito che esisteva una volta. Ora c’è tanta “moda” e poco stile di vita. Il momento del tatuaggio e del piercing sono comunque momenti molto intimi tra cliente ed esecutore per cui vengono spesso fuori bellissimi aneddoti, confessioni e sfaccettature della persona molto interessanti, intimi, divertenti e talvolta emozionanti.

Come definireste il vostro stile? La scelta di look così estremi (piercing, dermal, scarificazioni, split tongue, impianti) vi crea qualche difficoltà nella vita quotidiana?

Il nostro stile non ha una classificazione precisa anche se può rientrare nell’universo “alternativo”. Difficoltà particolari diremmo di no, sicuramente porta molte attenzioni anche a volte non gradite e fuori luogo.

Lavorate anche come perfomer, tra circo, eventi, tv. Come costruite uno spettacolo? Cosa vi ispira?

Per quanto riguarda gli spettacoli ci ispiriamo al vasto repertorio dei freak show moderni e antichi aggiungendo la nostra personalità e modo di fare nell’interpretazione.

Amate gli animali e difendete i loro diritti. Perché per le persone è ancora difficile riconoscere negli animali delle creature aventi pari diritti?

Gli animali sono nostro compagni di vita che ci regalano grandi emozioni. Purtroppo la mentalità comune fa già tante differenze già tra gli esseri umani, figuriamoci con quelli non umani; è molto difficile cambiare questa mentalità.

Avete qualche nuovo progetto?

Tra i progetti futuri sicuramente viaggiare alla ricerca di nuovi stimoli e nuove influenze.

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