Rebeccu è un piccolo borgo medievale disabitato, frazione del comune di Bonorva in provincia di Sassari, costruito su una collina. Un tempo era un centro importante, poi iniziò la sua decadenza e nel 1950, la popolazione di Rebeccu era ridotta a solo sei abitanti. Questo insolito borgo è diventato la “casa” di MusaMadre Festival, oggi alla sua terza edizione dal 14 luglio al 10 agosto. Un piccolo borgo dimenticato che torna pian piano a vivere e ripopolarsi in forma di residenza creativa, accogliendo artisti di tutte le discipline, intellettuali e scrittori. Il calendario delle attività culturali nel borgo si protrarrà quest’anno per un intero mese, con lo sguardo rivolto al futuro e il desiderio di estendere le residenze, pian piano, per tutto l’anno. La direzione artistica del festival è di Valeria Orani, che ha lasciato la Sardegna più di trent’anni fa per seguire il suo lavoro “nomade” di organizzazione teatrale e che è approdata da dieci anni a New York dove si è specializzata in curatela e produzione nelle arti multidisciplinari. Il Comune di Bonorva è l’ente promotore del progetto realizzato con il fondamentale sostegno finanziario della Fondazione di Sardegna, dell’Assessorato allo spettacolo della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
Anteprime
Il ruolo del viaggiatore nella cultura contemporanea e la funzione del viaggio come arricchimento e scoperta delle radici dell’umanità; la questione identitaria e l’appropriazione politica del termine “identità“; la necessità del ritorno al pensiero di chi costruiva le Cattedrali; il consumismo culturale; Naturalmente Imperfetto. Saranno questi gli argomenti che verranno trattati nelle cinque passeggiate dei Microambienti Serendipitosi. (anteprima il 14 luglio – 29 luglio ore 17,00 – 31 luglio ore 17,00 – 3 agosto ore 18,30 – 9 agosto ore 17,00)
Un esperimento in ambito artistico-culturale che si ispira al concetto di Serendipità nella ricerca scientifica, ossia a quel rapporto che intercorre tra l’organizzazione della scienza e la valorizzazione del talento. Il progetto prende spunto dalle parole di Robert K. Merton che per primo individua i “microambienti sociocognitivi serendipitosi” e che definisce il modello della Serendipity nella ricerca scientifica, come l’osservazione di un dato imprevisto, anomalo e strategico che fornisce occasione allo sviluppo di una nuova teoria o all’ampliamento di una teoria già esistente.
Sono stati invitati a vivere il microambiente del borgo alcuni personaggi dagli occhi e menti allenate, che operano nei più disparati ambiti della cultura: arte, letteratura, giornalismo, scienza, cinema, televisione, teatro, danza. Chi ha accettato l’invito ha deciso quando arrivare e quanto soggiornare sapendo che durante la permanenza avrebbe avuto modo di incontrare almeno un altro ospite con cui condividere l’esperienza. Una passeggiata condotta da una guida locale alla scoperta di un angolo del territorio ricco di natura e archeologia prenuragica che è anche una conversazione tra gli ospiti e un piccolo gruppo di spettatori. Si cercherà di creare incontri anche improbabili, sicuramente non troppo scontati da cui scaturiranno conseguenze sorprendenti. Gli ospiti non sapranno sino al loro arrivo chi incontreranno e dove li condurrà la passeggiata. Tutto quello che sanno è che sarà aperta ad un pubblico di massimo 20 persone (è necessaria la prenotazione).
Hanno accettato l’invito a partecipare all’esperimento: (in ordine alfabetico) Daniela Amenta (giornalista), Patrizia Asproni (presidente della Fondazione Industria e Cultura), Danila Blasi (produttrice di danza), Massimo Bray (editore, storico ed ex ministro della cultura), Jeff Biggers (giornalista, scrittore e drammaturgo), Fabio Canino (attore e conduttore radio televisivo), Roberta Corradin (scrittrice e giornalista specializzata in enogastronomia e viaggi), Otto Gabos (alias Mario Rivelli, artista e narratore che fa fumetti d’autore), Ettore Perozzi (astronomo), Isabella Ragonese (attrice).
La residenza Ischeliu
Altro importante segmento che compone MusaMadre Festival è la seconda edizione della residenza Ischeliu (in sardo “Richiamo”) dal 27 luglio al 2 agosto. dedicata ai sardi emigrati o discendenti di tutto il mondo mossi da forti motivazioni e desiderosi di scrivere il loro “diario delle radici”. Un diario non convenzionale scritto utilizzando il linguaggio delle arti visive e cinematografiche. Il progetto si concretizza anche quest’anno grazie all’Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Sardegna Film Commission. Con la guida di Francesca Lixi, documentarista e regista, i dieci partecipanti entreranno in relazione con la loro Terra d’origine, con gli artisti ospiti, condivideranno visioni ed esperienze e produrranno un cortometraggio che verrà presentato al termine della residenza. Saranno invitati anche ad entrare in relazione con loro stessi grazie al progetto podcast Audio-Ritratti ideato da Maria Genovese/Radioframmenti.
Durante la residenza saranno proiettati i documentari DUE SCATOLE DIMENTICATE – un viaggio in Vietnam (2020) di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli (27 luglio), CROSSING THE COLOR LINE (2019) di Sabrina Onana (29 luglio), ROSA: IL CANTO DELLE SIRENE (2023) di Isabella Ragonese
I registi incontreranno i partecipanti alla residenza e il pubblico nell’ambito de I Giornalieri – chiacchiere cinematografiche : il 28 luglio Dirigere e produrre documentari, l’esperienza di Pisanelli con Cecilia Mangini – incontro con il regista Paolo Pisanelli e la produttrice Federica Facioni (Officine Visioni); il 29 luglio Diversity and inclusion / afrodiscendenza e cinema in Italia incontro con la regista Sabrina Onana; il 31 luglio Il richiamo delle radici e la scelta del documentario come mezzo per comunicarlo (2023) di Isabella Ragonese.
Nelle attività che precedono il Festival sono previste presentazioni di libri e incontri con gli autori, i curatori e gli editori in collaborazione con le Associazioni di Bonorva. Le presentazioni continueranno anche durante tutto il periodo del festival arricchendo il programma giornaliero che dal 27 luglio al 10 agosto si intensifica con film, spettacoli, concerti, site specific, nella cornice della piccola piazza di Santa Giulia, allestita per MusaMadre con la preziosa collaborazione di Patrizia Marras che rafforza per questa edizione il sodalizio artistico con Valeria Orani aggiungendo la cura dei luoghi all’identità visiva del festival firmata da Antonio Marras sin dalla prima edizione. Il programma completo nel sito musamadrefestival.
Nell’immagine di copertina gli attori Tamara Bartolini e Michele Baronio










