La street art può avere un valore didattico? Certamente si: ne è convinto Manu Invisible, artista di San Sperate che ha firmato decine di lavori importanti anche commissionati da enti pubblici che ne hanno riconosciuto il valore creativo. Il writer ha appena terminato un grande murale sulla facciata dell’istituto “Marconi” a Cagliari dopo i lavori alla “Ugo Foscolo” e al “Michelangelo”.
In questi ultimi anni la Street art è stata oggetto di accese discussioni tra chi riconosce nella decorazione urbana una stratificazione del valore storico degli edifici e chi invece accusa di vandalismo e scarso senso civico. Forse la verità continua a stare nel mezzo ma è certamente innegabile che le logore pareti delle periferie cittadine risultano più gradevoli dopo il passaggio di artisti autorizzati o no.
Sono anche ben documentati altri due aspetti inerenti la Street art: il senso di appartenenza e il rispetto per il lavoro. Il primo riguarda il quotidiano delle persone che abitano in edifici decorati e, in senso più ampio, della collettività. Luoghi anonimi, decadenti se non addirittura degradati trovano un’identità nuova e forte grazie agli interventi di urban decor e pittura. Il palazzo anonimo si caratterizza, diviene riconoscibile e stimola il senso di appartenenza e identificazione con quel luogo non solo per i suoi inquilini ma, in modo naturale, da tutta la comunità. È assodato anche che i murales e i graffiti suscitano un certo rispetto e che spesso questi artisti, oggetto di ammirazione da parte dei più giovani, veicolano messaggi di inclusione sociale. Non a caso difficilmente i lavori degli street artist vengono sfregiati o rovinati.
Manu Invisible, ci parli della genesi del murale sulle pareti dell’istituto ‘Marconi’?
“L’opera ‘Immagina‘ é nata dal confronto aperto tra la mia idea iniziale e quella degli studenti del Marconi, durante il giorno di presentazione del progetto. Il blu di sfondo che da anni affianca il mio segno ha incontrato il viola e l’arancione, due colori adatti a veicolare il concetto di input e di energia attraverso l’elettricità nella scintilla del nuovo inizio. Il contesto paesaggistico ha subito un mutamento grazie ai toni del blu, depositati su tutta la superficie grazie all’utilizzo della ‘pistola airless‘, lo stesso strumento che venne utilizzato per coprire molti dei miei lavori abusivi sulle tangenziali d’Italia dagli operai della manutenzione stradale.
Progetti così grandi e impegnativi necessitano di uno staff?
“A finanziare il progetto é stata Domus de Luna, assieme a We Word, ‘Con i Bambini’, all’interno del progetto ‘Space’. Nella realizzazione dell’opera si sono alternati circa trenta studenti delle classi prime, che hanno contribuito nella fase di fondo dell’opera aiutandomi in sei riprese settimanali. Un gruppo di quattro operai mi ha aiutato in alcune fasi come quella di pulizia, e quella di verniciatura di fondo”.
Ritieni che la scuola sia un terreno adatto ai messaggi della Street Art?
“La scuola é oggi più che mai il tempio dell’apprendimento, il luogo dove viene tramandato il sapere, apprese e studiate le discipline. Comunicare un concetto attraverso le pareti dell’istituto é esternare i suoi valori”.
Fotografie di Manu Invisible e Alessio Cabras










