Può una comunità avere un proprio museo a cielo aperto? A Lodè hanno risposto affermativamente a questa domanda. Come? Semplicemente mettendo insieme 24 punti di interesse naturali, artistici e architettonici e facendone un prodotto diffuso e multimediale. Ora questo progetto, che si chiama appunto ‘Museo a Cielo Aperto – Genius Loci Lodè’, sarà inaugurato il 2 ottobre alle 17.30 nei locali della casa comunale.
Ma è lungo un tracciato urbano ed extraurbano che si potranno scoprire la storia, le leggende, le tradizioni e le curiosità di questo centro montano della Baronia. Oltre a un punto d’accesso comunale multimediale, che funge da punto di orientamento e da anteprima del viaggio da intraprendere, Lodè e il suo territorio ospitano 13 pannelli all’interno del paese e 11 all’infuori di esso scritti in italiano, in sardo e in inglese. Dove? Quattro sono posti vicini al murale della mietitura e della trebbiatura a mano, a quello della leggenda de ‘Sos caddos ‘irdes’, a quello de ‘Sas Màscaras netas’ e a quello de ‘Sant’Antoni ‘e su ‘ocu’; cinque sono stati installati nei pressi delle chiese di Sant’Antonio da Padova, dell’Immacolata (‘Sa Purìssima’), della Vergine d’Itria, di San Giovanni Battista, della Madonna del Rimedio; due fanno da cicerone alle vecchie case di tzia Pasca ‘e Jacheddu e di tzia Rofoella (con uno specifico relativo ai suoi conci murari); gli altri sono disseminati tra punti panoramici, sorgenti e sentieri ricchi di storia.
Questo ‘Museo a cielo aperto’, nelle parole degli ideatori, “è un invito a camminare e ascoltare: un itinerario immersivo che si snoda tra le vie medievali del centro storico e un sentiero montano di circa 5 km, che offre scorci di grande valore paesaggistico, storico e antropico. Un vero e proprio museo a cielo aperto, dove ogni tappa è una storia da scoprire”.
I pannelli, per i quali è stato usato il codice della Limba sarda comuna, contengono un codice qr che rimanda a contenuti audio e video in italiano, inglese e sardo lodeino, (con sottotitoli disponibili anche in Lsc) che “accompagnano il visitatore nel piacere di una scoperta lenta”. Ogni punto permette un’esplorazione modulabile e personale, in ogni stagione: l’itinerario si può seguire tutto d’un fiato o a tappe, secondo il proprio passo e il proprio tempo. Il progetto, promosso dal Comune di Lodè, finanziato dal GAL Nuorese Baronia e dal FEASR, rientra nell’intervento “Integrazione e potenziamento della rete degli itinerari turistici tematici”. Ideato dal Ceas Montalbo di Lodè, coordinato dal regista multimediale Francesco Casu, realizzato da HQ Media srl, ha coinvolto l’Unione dei Comuni del Montalbo, ricercatori, progettisti, tecnici e associazioni locali, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e trasmetterne l’anima in forma partecipata, innovativa e sostenibile.
(La foto è di Daniela Deidda)
Direttrice: Francesca Mulas
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