Abituiamoci. Subito. Il Teatro Lirico di Cagliari ha il suo nuovo brand: Sardinia Opera, “griffato” Andrea Cigni. Il neosovrintendente (Carlo Argiolas lo ha intervistato qui) lo ha annunciato in apertura della presentazione della stagione d’opera e di danza 2025 – 2026, diventata una sorta di convention, partecipatissima, che ha riunito stampa, addetti ai lavori e appassionati nel “ridotto” Carmen Melis nell’ultimo giorno della prima settimana di agosto.
Impatto iniziale: il Sovrintendente sul palco in perfetta solitudo, accompagnato, sotto luci di scena, da slide, e grafica, accattivanti proiettate su megaschermo, linguaggio immediato, tempi rapidi, clima per niente ingessato, tutto quasi in stile TED Talk (Technology Entertainment Design). Già sul piano della comunicazione si comincia a respirare aria nuova.

Ma procediamo con ordine. Sardinia Opera: “Il Lirico – ha spiegato Cigni – è non solo il Teatro della Sardegna, è uno dei principali Teatri italiani, un hub culturale proiettato in un contesto europeo e internazionale, al quale desidera rivolgere la propria promozione e attività”. Teatro che intende quindi internazionalizzarsi sempre di più, con scambi interculturali necessari alla visione che i teatri 3.0 devono avere, questo il concetto espresso dal Sovrintendente.
Poi, il Lirico di Cagliari – la più grande e importante fabbrica culturale dell’Isola, non dimentichiamolo – guarda “Oltre”, questa l’altra novità, il titolo che dà una chiara connotazione alla prossima stagione: “Un’istituzione viva, aperta, verso il mondo, il territorio, la comunità – sottolinea ancora Cigni – un teatro per tutti, che ascolta, crea, educa, emoziona, connette”. E in “Oltre”, rafforzato dal pay off “il teatro che (si) trasforma”, c’è tutto il significato, lo spirito e la ratio, del brand Sardinia Opera. Tensione alta verso il futuro. Insomma, Andrea Cigni, nel suo modo di proporre e proporsi, ha tenuto fede alle linee e visioni di prospettiva anticipate nelle sue dichiarazioni d’esordio, anzi, di più, ha dato la sensazione di voler andare davvero oltre, invertendo la rotta rispetto alle gestioni ultime del Teatro Lirico.
E veniamo al cartellone. Tre i nuclei principali della stagione 2025 – 2026, che partirà da settembre per chiudersi nel novembre dell’anno prossimo: Opera, Danza, al via a dicembre, e la rassegna Rotte Sonore, accompagnamento verso il vernissage prenatalizio. In autunno verrà presentata la stagione concertistica, che – anteprima data dal Sovrintendente – si aprirà con la “Nona” di Beethoven.
Sette le opere in programma, fra tradizione, titoli famosi di repertorio, riscoperte, modernità, sugli scudi l’Orchestra e il Coro del Lirico, a sostenere voci affermate e nuovi talenti (i cast sono in via di definizione). “Su il sipario” con l’Otello di Verdi, dal 10 al 16 dicembre, in un nuovo allestimento del Teatro cagliaritano, con la regia di Roberto Catalano e la direzione di Francesco Lanzillotta. Il 2026 vedrà in scena, dal 28 gennaio al 1 febbraio, Lucrezia Borgia di Donizetti, opera mai rappresentata a Cagliari, sul podio il direttore Leonardo Sini, sardo, già affermatosi a livello europeo, Andrea Bernard il regista, coproduzione del Teatro Lirico e del Maggio Musicale Fiorentino; a marzo, dal 18 al 22, si proseguirà con la Norma di Bellini, direttore Renato Palumbo, regia di Elena Barbalich, e ad aprile, dal 17 al 22, sul palco del Lirico Così fan tutte di Mozart, nell’allestimento del San Carlo di Napoli con la regia di Mario Martone, maestro di teatro e cinema. Turandot di Puccini – nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari – con la direzione di Michele Gamba e la cura registica di Rafael Villalobos sarà in scena dal 24 giugno al 2 luglio, e nel mese di settembre ecco una riscoperta che ci avvicina a tempi più recenti: dal 23 al 27 Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, celebre compositore felliniano, con la bacchetta di Valerio Galli e la regia di Damiano Michieletto (la produzione è del Teatro Carlo Felice di Genova). Così come si sarà aperto, il ciclo operistico si chiuderà, dopo quasi un anno, a novembre, dall’11 al 21, con un melodramma verdiano, Rigoletto, Enrico Lombardi il direttore, in questo finissage, Alessandro Talevi il regista, in un altro nuovo allestimento dell’Istituzione di casa.

Parata di etoiles per la stagione di danza, classica e contemporanea, circondata da un’aura di attenzione particolare. Sei spettacoli sotto i riflettori, dal 20 dicembre al 17 ottobre 2026, con il gotha della coreografia mondiale: Lo schiaccianoci di Čajkovskij nella versione del Corpo di Ballo del Teatro Arcimboldi Milano, coreografia di Marius Petipa e Vasily Vainonen; Il lago dei cigni, altro famosissimo balletto del grande compositore russo, Angelin Preljocaj il coreografo; Beethoven 7 di Sasha Waltz, allieva prediletta ed erede designata di Pina Bausch; il Peer Gynt di Grieg coreografato da Edward Clug; il Béjart Ballet Lausanne, con le coreografie del monumentale Maurice Bejart, in Danses grecques (musica di Theodōrakīs), L’Oiseau de feu (Stravinskji), Boléro (Ravel). Gran galà di chiusura con la stella di Roberto Bolle a brillare in Caravaggio, viaggio emozionale, firmato da Mauro Bigonzetti su musiche di Monteverdi, fra la vita, le opere, la genialità dell’immenso, e rivoluzionario, pittore tradotte in arte coreutica.
Rotte Sonore – aspettando la nuova stagione è la rassegna che “darà il La” al tutto, dal 19 settembre fino al 25 novembre prossimi, al Teatro Carmen Melis. Sette appuntamenti “pop”, nel senso più nobile del termine, fra jazz, musical, opera e danza, un percorso trasversale fra stili e linguaggi musicali differenti in compagnia di Morricone, Piovani, Rota, Gerswhin, Copland, Barber, Bernstein, Bacharach, John Lennon, Aretha Franklin, Michael Jackson e tanti altri ancora.
Il programma completo e le informazioni dettagliate della Stagione 2025 – 2026 si trovano sul sito www.teatroliricodicagliari.it (la biglietteria è contattabile ai numeri 070 4082230 – 070 4082249; biglietteria@teatroliricodicagliari.it).
Annotazione finale, last but not least: nella stagione operistica NextGen è la proposta pensata per un pubblico giovane e rinnovato, per favorirne conoscenza del e accesso al mondo dell’opera. “Oltre”, il teatro che cresce, si evolve, “(si) trasforma”. Appunto.










