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Arte e teatro all’ombra dei nuraghi, torna il NurArcheoFestival a cura de Il Crogiulo. Tra gli ospiti Valentina Cervi, Elena Bucci, Saverio La Ruina, Giorgina Pi e Iaia Forte

Di Redazione
21/06/2024
in Cultura, Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 3 minuti
Arte e teatro all’ombra dei nuraghi, torna il NurArcheoFestival a cura de Il Crogiulo. Tra gli ospiti Valentina Cervi, Elena Bucci, Saverio La Ruina, Giorgina Pi e Iaia Forte

Il NurArcheoFestival tocca il traguardo della sedicesima edizione. Puntuale, la rassegna storicamente organizzata dal Crogiuolo – sotto la ormai consolidata co-direzione artistica di Iaia Forte, attrice intensa e amica di vecchia data del festival, e Rita Atzeri, anima della compagnia cagliaritana fondata da Mario Faticoni – ancora una volta farà sposare, dal 13 al 21 luglio, il patrimonio storico e culturale dell’Isola con il teatro e altri eventi di spettacolo in luoghi di grande interesse archeologico e non solo.

Il cuore del festival quest’anno risiederà nei siti di Villanovaforru, “comune scelto – come spiega e ricorda Rita Atzeri – perché il primo atto del NurArcheo si svolse diciassette anni fa lì, al Nuraghe Genna Maria, con lo spettacolo Deinas”. Ma il NAF 2024 solcherà non solo i territori della Marmilla ma anche quelli del Nuorese, dell’Oristanese, di Ogliastra e Sulcis, a Villagrande Strisaili, Tortolì, Baressa e Sant’Anna Arresi, che orbiteranno “Intorno al NurArcheoFestival”. Una programmazione capillare, quella dell’edizione numero sedici, che mette insieme nomi importanti del panorama nazionale e proposte del teatro “made in Sardinia”.

Novità di quest’anno le residenze artistiche a Villanovaforru con lo storico Teatro delle Albe di Ravenna e a Baressa con la compagnia di danza della catalana Mariantònia Oliver. In scena sfilerà una parata di livello assoluto, che vede protagonisti attrici e attori fra i più rappresentativi dell’attuale panorama teatrale italiano: Valentina Cervi, Elena Bucci, Saverio La Ruina, Giorgina Pi, Iaia Forte, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, Paolo Panaro, Francesca Morello in concerto (compagnia Motus), per citarne alcune e alcuni.

“Tutti nomi scelti perché del teatro potessero restituire la dimensione epica e sociale”, precisa Atzeri. “In un momento storico in cui noi sardi vediamo minacciato il paesaggio e l’ambiente della nostra terra dall’invasione eolica, il NurArcheofestival mi appare ancora di più come una sacca di resistenza, un luogo di militanze e rivoluzione come solo il teatro può e sa essere”, sottolinea la direttrice artistica.

“Per più di quindici anni – senza alcuna interruzione neppure nel periodo pandemico, non senza difficoltà, anche economiche, talvolta con la frustrazione di non vedere riconosciuto il valore del nostro lavoro svolto da decenni, ma proponendo sempre una ‘visione’ lunga – abbiamo raccontato storie di resistenza artistica in luoghi stupendi che parlano dell’antica storia, della cultura, della tradizione della Sardegna. Luoghi spesso sconosciuti ai più, che sono stati ri-scoperti, valorizzati, vissuti e amati da pubblico e artisti”, prosegue Atzeri.

LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO

Il NurArcheoFestival nasce come festival itinerante e nel corso degli anni questa caratteristica è stata mantenuta ma declinata in maniera differente. “Ci sono infatti dei luoghi pilota, delle ‘capanne nuragiche’, che stanno intorno al ‘mastio centrale del nuraghe’: quest’anno il nostro fulcro è Villanovaforru, dove si svolge la programmazione principale con le ospitalità nazionali”, ribadisce Rita Atzeri, che aggiunge e conclude: “Gli altri luoghi sono luoghi del cuore, a cui ci lega un rapporto solido, di amicizia e profonda gratitudine. Da sottolineare il nuovo ingresso di Baressa, destinato a diventare strategico nei nostri percorsi”.
E il NAF 2024 continuerà a essere un festival dal tempo lungo, perché, come da tradizione, si svolgeranno anche quest’anno le visite guidate ai siti archeologici, che
diventeranno poi suggestivi palcoscenici per accogliere gli spettacoli serali.
NurArcheoFestival è organizzato da Il crogiuolo, con il sostegno del MiC, dell’Assessorato della Cultura della Regione Sardegna e della Fondazione di
Sardegna, del Comune di Villanovaforru e con il patrocinio di quello di Baressa e del Consorzio Due Giare.

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