Una critica sulla guerra e sulle sue conseguenze dai toni ironici e dall’inevitabile retrogusto amaro va in scena con lo spettacolo “Stupidorisiko – Una geografia di guerra”, prodotto da Emergency Ong Onlus e portato a Cagliari per promuovere i valori della pace e della tolleranza tanto cari all’associazione umanitaria fondata da Gino Strada nei primi anni ’90.
Francesco Grossi, unico attore sul palco della sala Eleonora d’Arborea nel Polo Bibliotecario di via Falzarego 35, sabato 6 aprile ha dato voce a una geografia dei conflitti armati partendo dai fatti storicamente accertati relativi agli scontri della Prima Guerra Mondiale, passando poi per la Seconda e arrivando a toccare quelli più recenti, evidenziando con un generoso sense of humor l’insensatezza sottesa a ogni ostilità.
Proprio come nel gioco da tavolo “Risiko” i signori della guerra decidono di alterare gli equilibri tra gli Stati per motivi che vanno dall’intolleranza religiosa all’indebita appropriazione di territori già occupati, ma in cui magari esistono importanti giacimenti di risorse energetiche o minerarie, senza darsi la pena di considerare che in questo gioco che porta con sé solo morte e distruzione è il capitale umano a rimetterci in modo più consistente, e i luoghi a venire avvelenati per sempre.
Così si arriva a un numero che è perfino difficile immaginare: 14.600 guerre. 14.600 guerre in 5.600 anni di storia scritta. Un bilancio che risulta quasi asettico nella sua formulazione, se non fosse per la perdita di vite umane che si porta dietro. Le guerre, infatti, colpiscono prevalentemente i civili, specialmente i bambini e le bambine, e accanto alla narrazione delle stesse in termini di casus belli, si può affiancare il racconto delle perdite, che sono – quasi sempre – una storia a sé.
Lo spettacolo di Patrizia Pasqui – che ne firma regia e drammaturgia – si inserisce nel progetto “Biblio Goal! Leggere per costruire una città sostenibile” di cui Emergency è partner e di cui il Sistema bibliotecario del Comune di Cagliari è capofila, essendo arrivato secondo nel bando “Città che Legge“, sovvenzionato dal MIC.

Una pièce pensata soprattutto per le scuole, che l’associazione si impegna a portare in lungo e in largo nello stivale (qualunque insegnante o dirigente illuminato potrà contattarli all’indirizzo spettacoli@emergency.it e contribuire ad allargare le maglie della diffusione!).
Un racconto originale sulla guerra che fa riflettere sui modi della narrazione costruiti intorno alla stessa e attraverso l’interpretazione di un marine toscano sempliciotto, espressione del soldato odierno che poco si interroga e tanto si nutre di stereotipi e luoghi comuni attinti in primis dal linguaggio propagandistico infarcito di “spedizioni di pace” e “osservazioni speciali”, si fa portavoce della cultura della non violenza, denunciando tutti i conflitti.
“La Compagnia teatrale di Emergency nasce nel 2000 con l’obiettivo di informare e far riflettere sui temi della guerra e della povertà, ma anche sulla possibilità di intervenire per promuovere e affermare i diritti umani essenziali e i valori della solidarietà e della pace”, si legge nel sito internet dedicato.
Un lavoro che parte da lontano e che a un certo punto decide di coinvolgere anche il teatro, perché tutte le guerre sono un orrore e bisogna utilizzare ogni strumento che si ha a disposizione per contrastarle. Del resto, era proprio Gino Strata ad affermare che i conflitti non si interrompono firmando trattati di pace, bensì stimolando la riflessione, diffondendo cultura e incoraggiando il dialogo.










