Cosa rende speciale la vita? La risposta è molto più immediata di quanto si possa credere: le piccole cose. Le piccole cose come una passeggiata con le persone care, una telefonata, una vacanza, un’alba da contemplare, un tramonto in cui perdersi. Piccole cose su cui ha incentrato il suo nuovo progetto il cantautore Marco Cannas in arte Zeep, intitolato ‘’Mare Mosso, Maremoto’’, costituito da 7 tracce e uscito il 15 marzo. Un lavoro frutto del percorso di crescita di un giovane che ha appena compiuto trent’anni, in grado di mettere nero su bianco le proprie emozioni e i propri sentimenti, profondamente distante da chi porta avanti vacui discorsi machisti. Il suo è un progetto passionale, dove speranze e paure formano un tutt’uno ben amalgamato, un viaggio scandito da parole e musica, al termine del quale emerge la consapevolezza che ciò che si desidera, molto spesso, lo si ha proprio davanti agli occhi.
Il 13 agosto hai suonato sul palco del Red Valley a Olbia: che esperienza è stata?
Unica e indimenticabile. Era la prima volta che suonavo in un contesto simile, sembrava realmente di essere su un altro mondo. Il palco era grandissimo, l’organizzazione impeccabile. Inoltre, suonare con la band mi ha dato una carica emotiva pazzesca.
Nel tuo percorso artistico sei accompagnato dal produttore Kaizén: quanto è stato importante fare la sua conoscenza?
Ritengo il nostro incontro fondamentale. Ci siamo conosciuti nel 2019 durante un live del rapper olbiese En?gma al Fabrik a Cagliari e da quel momento abbiamo iniziato un cammino insieme, cercando un suono che mi rispecchiasse appieno. Sono trascorsi quattro anni e proseguiamo con tenacia e passione, fidandoci totalmente l’uno dell’altro.
In più di un’occasione hai scritto canzoni anche per altri artisti, come ti trovi in questa veste?
Bene, è chiaramente un processo diverso rispetto a quando scrivo i brani per i miei progetti. Ho iniziato a farlo casualmente, a propormelo è stato Raige, artista di spicco torinese e autore di punta del panorama nazionale. Ho colto questa opportunità e ne sono felice: scrivere per gli altri è sicuramente più metodico, bisogna coniugare pragmatismo e istinto. La scrittura è più controllata, inevitabilmente cambi modo di esprimere un concetto, mettendoti in secondo piano.
L’11 maggio hai pubblicato insieme alla cantante Luv! Il brano ‘’Mille volte’’: come ti sei trovato?
Benissimo, Ludovica Massidda è una ragazza giovanissima e dal grande talento. Ho scritto la mia strofa in dieci minuti, è venuto tutto in maniera spontanea, rendendo il pezzo intimo e al contempo giocoso.
Nel tuo progetto ‘’Mare Mosso, Maremoto’’ spicca la traccia ‘’Cagliari cose belle’’. Che rapporto hai con Cagliari?
Un rapporto viscerale. Io sono originario dell’Ogliastra e mi sono trasferito a Cagliari nel 2012 quando ho iniziato i miei studi in architettura. Cagliari mi ha conquistato dall’inizio, una delle cose che mi ha colpito di più è proprio l’amore che i cagliaritani sentono per la propria città. Cagliari è la mia fonte di ispirazione più grande, un teatro a cielo aperto dove ogni scena merita di essere osservata.
Uno dei brani più intimi del tuo lavoro è ‘’Sindrome di Peter Pan’’. Come vivi il tempo che passa?
Non guardo mai al passato e non mi godo abbastanza il presente, ho paura del futuro immediato e dell’insoddisfazione. Non mi immagino tra trent’anni o tra quarant’anni, per quanto complesso, cerco di focalizzarmi il più possibile su quel che sto vivendo ora, provando a lasciare qualcosa di me.
Il mare, sin dal titolo, è un elemento che nel progetto ritorna spesso. Come mai questa scelta?
Perché il mare è una metafora dell’esistenza preziosa. Proprio come il mare, la vita è calma ma anche agitata e può cambiare in una frazione di secondo. I momenti delicati, come le onde, sono frequenti e spesso ci portano a dimenticarci di ciò che vogliamo realmente: ecco, nonostante gli imprevisti che la quotidianità pone davanti, non voglio dimenticarmi di vivere appieno ogni istante.










