La ricerca della qualità è l’obiettivo primario di ogni artista che si rispetti. Come il sapersi raccontare tramite ciò che scrive. Farlo non è semplice, certo, ma si tratta indubbiamente di una sfida ambiziosa che vale la pena affrontare: una sfida che Matteo Mamusi in arte Mamu, 28 anni esponente tra i più talentuosi della scena black isolana, sta vivendo con pathos, tenacia e umiltà. Elementi che traspaiono dal suo nuovo progetto ‘’Anna Ep’’, uscito il 2 giugno scorso e costituito da tre tracce: un progetto breve, poco più di nove minuti la sua durata, ma intenso e che racconta in maniera elegante e viscerale l’importanza di un rapporto d’amore. Si parte con l’ipnotica ‘’Cerbiatto’’ per poi passare a ‘’Calamita’’ dal suono latineggiante per poi concludere con un flusso di coscienza dritto al punto quale ‘’Ricordarmi di’’ il tutto accompagnato dalle produzioni curate nei dettagli di un ottimo Leonardo, al secolo Carlo Andrea Mascia, e al prezioso lavoro dietro le quinte di Simone ‘’Flip’’ Salis. Schiettezza e genuinità sono i marchi di fabbrica di questo lavoro, in cui l’aspetto più personale della propria quotidianità e la licenza poetica tipica dell’artista si amalgamano perfettamente, senza alcun filtro. Al centro di tutto resta la vita, con i suoi istanti lieti e quelli più difficili, osservata con la consapevolezza – come scriveva nella sua raccolta ”Poesie d’amore” il celebre poeta indiano Tagore – che è troppo preziosa per essere sprecata fra ombre.
Come è stato affrontare un tema così intimo come l’amore?
È venuto tutto naturalmente, l’idea di realizzare un Ep è saltata fuori in un secondo momento. Prima ho vissuto una relazione intensa e importante con un ragazza di nome Anna e durante la nostra storia, durata circa otto mesi, ho scritto questi tre brani che rappresentano ciascuno una fase diversa del nostro rapporto.
Perché hai scelto di inserire solamente tre tracce?
Anche in questo caso è stato tutto molto spontaneo e naturale senza alcun calcolo dietro. I brani sono tre e descrivono al meglio ciò che volevo trasmettere ovvero quel che si prova durante l’inizio, lo svolgimento e la fine di un rapporto, inserire altri brani non avrebbe aggiunto nulla al progetto. Sicuramente, da questo punto di vista, è stato di ispirazione il progetto di Frah Quintale ‘’Storia breve’’.
Cosa lega e, al contempo, cosa differenzia questi tre brani?
Sono legati dal fatto di essere tutti e tre pezzi di uno stesso puzzle ma ogni brano rappresenta tre stati d’animo differenti e questo è testimoniato anche dall’uso di tre tappeti ritmici molto diversi tra di loro.
Qual è il brano a cui sei più legato?
Difficile dirlo, sicuramente però ‘’Cerbiatto’’ è il pezzo che mi ha causato più sofferenza nel realizzarlo nonché il primo che ho scritto.
Anna Ep sarà l’anteprima di un nuovo disco?
Questo è un progetto a sé, il disco è in lavorazione ma ora voglio concentrarmi sul rilancio del progetto e su futuri singoli. Per prima cosa, farò le acoustic version delle tracce con nuovi arrangiamenti, ciascuna delle interpretazioni dei brani sarà preceduta da tre spiegazioni in forma di monologo.
Come vivi il cambiamento, personalmente e artisticamente?
Mi spaventa se è fine a se stesso e quindi non è un vero cambiamento ma cambiare è inevitabile, non si può impedire che ciò avvenga. Si va sempre incontro a un cambiamento nella vita, bisogna solo imparare a coglierne gli aspetti migliori.
Realizzare questo progetto ti è servito a trovare una nuova direzione?
Mi è servito sicuramente per resettare, per avere più pace interiore e una maggiore consapevolezza di quello che sono e di ciò che voglio essere. Raccontarsi, per un artista, è la più preziosa forma di liberazione.
Il tuo sguardo ora dove è rivolto?
È rivolto al domani e a un cammino di crescita da affrontare passo dopo passo, cercando di vincere i demoni interiori che ancora mi bloccano.










