I due volti della guerra, quello opulento del potere, dei capi di stato che decidono le sorti del mondo tra business delle armi, summit e feste faraoniche e quello delle lande desolate di una Russia sospesa nel tempo, lontana migliaia di chilometri dall’immaginario bellico fatto di parate e ricchi possidenti. Lo sguardo dell’obiettivo ha il potere di raccontare il presente, imprimendolo nella pellicola perché faccia riflettere, anche a migliaia di chilometri di distanza.
Lo sanno bene gli organizzatori di Asincronie, Festival internazionale di Cinema Documentario e Fotografia ideato e curato dal collettivo di filmmaker e fotografi 4CaniperStrada, che hanno inaugurato la quarta edizione con un’anteprima di alto livello. Ha preso il via ieri, negli spazi degli Ateliers di piazza Sotgiu di Alghero, l’esposizione di oltre quaranta immagini tratte dai reportage “Niente di personale. Il backoffice della guerra” di Nikita Teryoshin, vincitore nel 2020 del Master Award e “Le steppe del Don” di Misha Maslennikov, finalista dello stesso concorso nel 2022.
Nikita Teryoshin, giovane fotografo di San Pietroburgo, attualmente vive a Berlino e collabora come freelance per testate come SZ-Magazin, ZEITMagazin, GQ, 11Freunde, Der Spiegel e Stern. Nel suo reportage, realizzato visitando tra il 2016 e il 2020 oltre quattordici fiere internazionali di armi in Europa, Africa, Asia, Nord e Sud America, Emirati Arabi, svela l’aspetto surreale e grottesco del business degli armamenti. Le immagini dai colori vividi e dalla perfezione tecnica raccontano il dietro le quinte del “mercato della difesa”, una realtà fatta di ministri e capi di stato intenti a mercanteggiare con produttori di armi, tra cocktail e fingerfood, feste e fiere di settore. Una sorta di parco divertimenti per adulti senza limiti di spesa, in cui gli investimenti per la rincorsa agli armamenti si trasformano in autocelebrazione del potere, raccontata attraverso l’aspetto burocratico e commerciale della guerra, mentre il mondo osserva immagini di morte e distruzione. Teryoshin volutamente non mostra i volti dei protagonisti del suo racconto fotografico, dandogli così un respiro globale, senza personalizzazioni. La mostra è stata ospitata in numerosi paesi e ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo tra cui, nel 2020, il primo premio al World Press Photo concorso che premia il miglior giornalismo visivo mondiale, in cui Nikita Teryoshin è stato anche nominato per la miglior foto dell’anno.
Accanto alle immagini dai colori vividi di Teryoshin quelle in bianco e nero del fotografo russo Misha Maslennikov, in cui il tempo sospeso delle steppe del Don rimanda ritmi di vita lenti, distese infinite, spazi sconfinati e una umanità rurale fuori dal mondo, lontana da quella potenza muscolare e militare diffusa dai media di regime. Come si legge nei testi che accompagnano la mostra “c’è solo la terra sotto i tuoi piedi, vicina e lontana, a perdita d’occhio, e il cielo sopra la tua testa, tutto intorno a te, e tutto si mescola, ciò che sta fuori e anche dentro di te, ed è come se non ci fosse più un osservatore. E tu vuoi capire, desideri ardentemente intravederne il senso, svelare l’enigma della natura, in te stesso e in ciò che ti circonda”. Maslennikov, nato nel 1964 a Dobroe, vicino a Mosca, vive a Odessa, in Ucraina. In attività dal 2002, realizza i suoi reportage lontano dalle grandi città, in luoghi difficilmente visitabili e con il sostegno delle popolazioni locali, privilegiando progetti di fotografia documentativa su questioni pubbliche o private. Le sue fotografie sono state esposte a livello internazionale in musei e collezioni private.
L’esposizione dei due fotografi russi è realizzata in collaborazione con il Festival della Fotografia Etica di Lodi (FFE), con il patrocinio della Fondazione Alghero, il sostegno della Fondazione di Sardegna e la Regione Sardegna e sarà visitabile con ingresso libero fino al 9 luglio (orari lun-ven 17-20, sab e dom 10-13 e 18-21). Domenica 2 luglio, inoltre, il fotografo Teyroshin sarà ospite del festival e sarà presente alla mostra di Alghero per un incontro con il pubblico.
Il festival Asincronie proseguirà a Sassari dal 27 giugno al 1 luglio con una serie di appuntamenti dedicati al tema della città e al rapporto tra l’umano e l’urbano raccontato attraverso il linguaggio del cinema documentario contemporaneo passando dall’Africa del Burkina Faso agli Stati Uniti fino alle periferie urbane italiane. Sono in programma incontri con registi, proiezioni, laboratori, ascolti di documentari sonori e momenti di scambio e dialogo tra gli ospiti e il pubblico, ospitati dallo Spazio Bunker di via Porcellana e il cinema Cityplex Moderno di viale Umberto.










