Il Craft è più di tutto un’azione, questo è il punto di forza del Centro Ricerca Artigianato tra Futuro e Tradizione, che trova spazio all’interno della Manifattura Tabacchi di Cagliari, proprio accanto alla biblioteca scientifica liberamente consultabile da parte del pubblico come riportato qui.
Inaugurato a novembre del 2022, il Craft nello specifico è un progetto di Sardegna Ricerche realizzato dal suo Sportello Proprietà Intellettuale pensato per documentare, tutelare e innovare i saperi identitari della nostra isola. Nasce con la volontà di connettere due mondi apparentemente diversi, quello delle tecniche manuali tramandate per relazionarle alla realtà che ci riguarda, far si che possa nascere un dialogo tra artigianato e tecnologia. Oggi è imprescindibile la relazione che esiste tra l’artigiano e la mercificazione di un sapere ancestrale, questo non significa solamente insegnare a fare, ma potrebbe voler dire far conoscere e comprendere il valore tramandato con il giusto sguardo.
Niente di meglio che aprire il progetto a chiunque voglia farne parte, studenti e studiosi oltre a professionisti del settore o neofiti curiosi di affondare letteralmente le mani nelle radici della nostra isola. Ne abbiamo parlato con Silvia Marcis, responsabile dello Sportello che insieme a Sandra Ennas e Carla Zuddas si occupa di mappare, catalogare e conservare il nostro patrimonio culturale.
Quando si parla di proprietà intellettuale si pensa subito al diritto di tutela della creazione in campo artistico, scientifico e letterario: il Craft si occupa di aiutare a salvaguardare la proprietà intellettuale?
Anche, ma dobbiamo renderci conto che il patrimonio culturale di un dato popolo o di un dato luogo si esprime attraverso i manufatti che ne hanno fatto la storia. La protezione di una creazione nata dalla mente umana oggi slitta verso il diritto delle comunità più che del singolo. In Sardegna ad esempio non esiste una tutela attiva per salvaguardare l’originalità dei disegni tessili identitari di luoghi precisi e spesso usati senza citarne la provenienza o mercificati senza alcun rispetto di basilari regole etiche. Noi ci occupiamo di catalogare il manufatto in tutte le sue forme sia artistiche che di utilizzo, dall’oreficeria al campo tessile, patrimonio inestimabile della Sardegna, ma anche di tutto l’artigianato che riguarda l’arte dell’intreccio, del ricamo, la lavorazione del legno e del metallo. Ad esempio abbiamo commissionato la riproduzione di alcuni disegni delle tessitrici di Bolotana elaborati da Eugenio Tavolara intorno agli anni cinquanta proprio per salvaguardare un’eredità che con la sola campionatura antica andrebbe persa dall’usura del tempo.

A tal proposito cosa significa tutela attiva e come agisce il Craft per tutelare la storia artistica e manifatturiera delle comunità sarde?
Il primo passo è stato e continua ad essere un lavoro di indagine concreta sul territorio attraverso l’acquisizione e l’ implementazione di tutta la documentazione necessaria a creare un database catalogato. Durante la fase di ricerca, sopratutto nella parte iniziale, dobbiamo ringraziare l’intervento concreto di Roberta Morittu designer esperta e ambasciatrice delle tradizioni manifatturiere della Sardegna, che ha contribuito a metterci in contatto con le realtà artigianali locali, dalla piccola bottega ai laboratori, dove la conoscenza personale e il dialogo perfino con il singolo diventano fondamentali nel tramandare i saperi di una comunità. Il dialogo faccia a faccia, se pur considerata una pratica antica è lo strumento necessario per creare un ponte di fiducia che elimina la diffidenza del tramandare una certa conoscenza per paura che venga depredata. Ci vuole una divulgazione protetta, ecco perchè dall’inaugurazione di novembre a oggi abbiamo avuto bisogno del tempo giusto per raccogliere le richieste degli esperti del settore e attrezzarci per poter aprire i progetti del Craft anche ad un pubblico non specializzato.

Quella del Craft sembra una missione di connessione di saperi e di persone, mette in primo piano il valore dell’eredità, ma come si trasforma in un valore contemporaneo?
Ad un certo punto della nostra storia recente rischiavamo di perdere il valore artigiano del quale la Sardegna è capace. La volontà di affrancamento dal mondo contadino dal quale arrivano la maggior parte dei nostri manufatti antichi ha allontanato intere generazioni dal mestiere artigiano, oggi la sfida è quella di connettere le nuove tecnologie a disposizione della creazione contemporanea. L’obiettivo del Craft è avvicinare le nuove generazioni e i professionisti già praticanti ai macchinari moderni per agevolare il processo di progettazione e facilitarne l’esecuzione. Ovviamente questo non è possibile senza la conoscenza delle tecniche antiche, ecco perchè il Craft mette a disposizione, al momento solo su appuntamento, lo spazio dedicato al laboratorio e a workshop mirati. Ad esempio a metà marzo sono previsti tre workshop sviluppati in diverse fasi con lo scopo principale di unire l’artigianato alla tecnologia. Uno dei tre workshop riguarderà proprio il taglio laser applicato al sughero, al cuoio e ad altri materiali alternativi. Il Craft è prima di tutto un’azione di tutela che mentre salvaguarda alimenta con la pratica e la conoscenza il poliedrico mondo dell’artigianato e del design.










