Il delicato cortometraggio di animazione scritto da Marco Porru e firmato da Peter Marcias, “Pensaci”, realizzato con il contributo della Fondazione Sardegna Film Commission, è riuscito, in poco più di otto minuti a tracciare la parabola di un’intera vita, e con essa il suo significato più profondo. Il film sarà in concorso domenica alle 14.30 all’Auditorium Conciliazione per Alice nelle città, la sezione parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai giovani, ai talenti e agli esordi.

Dalla ricerca dell’equità al rifiuto di regole prestabilite, dalla necessità di imparare a immaginarci in maniera diversa e fare di questa diversità un tesoro, le essenziali illustrazioni di Giorgia Atzeni che popolano “Pensaci” sanno raccontare passaggi dell’anima, sentimenti, disillusioni ma anche rivalsa, così come gli ormai celebri personaggi in ceramica delle sorelle Cristina e Stefania Ariu.

Un percorso di affermazione personale che nulla ha a che vedere con l’arrivismo e il chiasso della contemporaneità e che si concentra, invece, sulla ricchezza che la vita concede in senso più ampio e su un più autentico rapporto con se stessi e con gli altri, con l’educazione, con le rinunce e le piccole sconfitte che preparano a battaglie più grandi.
Il cortometraggio fa buon uso del silenzio e delle pause, necessarie ai fini della riflessione sia per i personaggi che lo abitano sia per chi osserva.
Un viaggio verso la libertà personale e la definizione di individuo, un iter attraverso tappe inevitabili dall’infanzia all’età adulta che ha il sapore saggio e malinconico delle fiabe di Gianni Rodari.

Quando il mare delle incertezze e delle paure finalmente si placa, dal tumulto delle onde emerge quello che più conta: la consapevolezza.
La capacità di prendersi cura della propria crescita personale, di lasciare libere le persone che amiamo e che non ci appartengono, l’illuminazione serena che arriva sempre dopo la giusta meditazione.
Questi gli ingredienti su cui “Pensaci”, prodotto da Capetown e accompagnato dalle raffinate musiche di Stefano Guzzetti, ci invita a vedere una possibilità per ridisegnare il nostro impatto, piccolo o grande che sia, nel mondo.










