Ritorna a Cagliari al Festival Tuttestorie Manlio Castagna, un ospite di casa al festival di letteratura per l’infanzia e per i ragazzi alla sua diciassettesima edizione sotto il segno del tema “racconti, visioni e libri per esplorare il tempo” (leggi qui l’articolo di presentazione del festival di Francesca Mulas). Prende spunto da Draconis Chronicon, il romanzo storico fantasy ambientato nel 1066 nella sua Salerno, uscito con Mondadori lo scorso maggio, l’intervento dal titolo Il Medioevo dalla A alla Zazzera ovvero i Tempi Bui sotto un’altra luce che lo scrittore, sceneggiatore, regista con una carriera di oltre 25 anni nel cinema (è stato, tra l’altro, dal 2007 al 2018 vicedirettore artistico del festival del cinema per ragazzi Giffoni) terrà domenica 9 ottobre all’Exma alle 16.30.
La sfida è quella di raccontare aneddoti e fatti strampalati partendo da ognuna delle lettere dell’alfabeto per ritrarre un “tempo” spesso definito oscuro e di mezzo, ma che in realtà nasconde una vivacità tutta da scoprire, come è stata una scoperta per l’autore l’andare a ritroso nel tempo e rintracciare le proprie origini, studiando la vita della Salerno dell’XI secolo.

“È stato un riappropriarmi delle mie radici, perché Salerno è una città che conoscevo poco – spiega Manlio Castagna, da noi intervistato – Due anni fa ho avuto modo di confrontarmi con Salerno e la sua storia, scrivendo La notte delle Malombre, romanzo ambientato nella mia città durante la seconda Guerra mondiale. Ora ho avuto modo di conoscere la Salerno ‘città gloriosa’ del Medioevo, l’opulenta Salerno dei longobardi, allora una delle città più ricche d’Italia, vivace dal punto di vista commerciale e molto avanzata dal punto di vista culturale: vi era la prima scuola medica del mondo. Ho scoperto anche geografie nella città che mi erano ignote”.
Memento mori, ricordati che devi morire, ma era proprio così? – “Il Medioevo ha un aspetto di oscurità, atrocità, anche in un certo modo di inciviltà come immaginiamo adesso, in realtà non è proprio così – sottolinea lo scrittore campano – È un epoca con aspetti interessanti: scoperte, invenzioni, anche una voglia di vita, anche se sembra che le persone fossero sempre pronte a morire, con la paura delle malattie, chiuse in casa per non farsi prendere da qualche morbo. E anche sulla fine del mondo c’è molto mitologia dietro. C’era una parte della popolazione che aveva questo timore ancestrale, ma questa convinzione non era così pervasiva”.
In Draconis Chronicon compare Trotula, giovane studentessa di medicina dall’intelligenza disarmante. È un personaggio storico: Trotula De Ruggero, la prima donna medica ginecologa d’Europa, che insegnò alla Scuola Medica Salernitana, la prima e più importante istituzione medica d’Europa, all’inizio del Medioevo – “È un personaggio che va riscoperto – afferma Castagna – conosciuto solo da chi si occupa di storia della medicina e del Medioevo. Per me è stato un modo per farlo conoscere nelle scuole, ai ragazzi che leggono il libro. È un personaggio che merita una riscoperta: uno dei primi medici donna della storia dell’umanità, la prima ginecologa, non solo ‘Europa, ma forse del mondo intero”.
Dalla A alla Zazzera, che cosa si conoscerà del Medioevo nell’incontro di domenica? – “Ad esempio delle credenze sbagliate sugli animali. A di ape: le api erano considerate uccelli e non insetti. E si si credeva che se un’ape avesse commesso un errore nel suo alveare avrebbe preso fuoco per la vergogna. Oppure G di gatto. Il gatto ha rischiato l’estinzione nel Medioevo, perché c’è stata una campagna di massacro nei confronti di questo animale, considerato imparentato con il demonio. Ma ci sono aspetti più leggeri di cui parlerò. Ad esempio, di come ci si divertiva, quali erano i giochi dell’epoca: palloncini ante litteram fatti con la vescica di animali, che serviva anche a costruire dei braccioli per stare a galla in acqua.
Nell’immagine in evidenza Manlio Castagna in uno scatto di Gaetano del Mauro










