La Rinascente di Cagliari ha aperto un corner vintage che, fino a metà dicembre, ospiterà al terzo piano del reparto donna l’accurata selezione di Recyclerie, negozio che si può visitare per immergersi interamente nel secolo passato nel cuore di Cagliari, in via Garibaldi.
Il progetto si chiama “Vintage is Calling” e ha già fatto tappa nelle città di Milano, Roma, Firenze e Torino con la collaborazione di Angelo Vintage, All’Origine, Madame Pauline Vintage, Vecchio Mio, Cavalli e Nastri, Olivetti, Talea Studio, Fifty Fifty, protagonisti di eventi e workshop dedicati alla storia della moda e del design sostenibili. Un’azione concreta promossa all’interno di una più ampia visione di strategia aziendale della Rinascente, che circa un anno fa, con il lancio di un vero e proprio Manifesto d’ intenti, “Keep it beautiful”, invita tutti a preservare la bellezza nel quotidiano e condividerne i valori di rispetto, creatività, emozione, ricerca e diversità.
Il dietro le quinte di Recyclerie
Recyclerie nasce da un’idea di Alice Corongiu e Fabrizio Deidda, che dopo diverse esperienze itineranti decidono di aprire il loro negozio a Cagliari nel 2016 in via Mazzini prima e in via Garibaldi poi, nell’ottica di un ampliamento e un’integrazione del loro spazio nel cuore dello shopping cagliaritano. Fin dall’inizio i due hanno valorizzato le creazioni di diversi artigiani locali proposti insieme alla selezione vintage, proprio perché entrambi credono nel valore della collaborazione per costruire una rete partecipativa e fruibile per tutti. “Il vintage per noi è condivisione – sottolinea Fabrizio Deidda – la selezione che facciamo all’interno del nostro negozio ci dà la possibilità di entrare in contatto con altre realtà italiane e europee, ci permette di dar voce ad una passione che viviamo da sempre nella vita di tutti i giorni e di condividerla con la nostra città. Avere un’esposizione in Rinascente ci ha dato l’opportunità di arrivare a un pubblico che solitamente non entrerebbe in un negozio d’epoca e per noi rappresenta l’occasione di creare una sinergia tra il nostro presente e il nostro passato”. Infatti entrare da Recyclerie diventa un’esperienza d’acquisto colorita e colorata, fatta di chiacchere e prove in camerino come nel salotto di casa propria; e questo è quello che arriva anche nello spazio della Rinascente in mezzo alle collezioni contemporanee.
Parlare di vintage è sempre attuale
Seppur in modo differente a seconda della posizione geografica nel mondo, il rimando storico è una pratica di qualsiasi società che vive con curiosità la sua epoca e se parliamo di moda la citazione è uno dei cardini della creatività odierna. Ne è un esempio la tendenza imperante che vuole gli anni Novanta protagonisti delle recenti stagioni o la sfilza di miniabiti a trapezio, costantemente riproposti da Moschino e colleghi, tipici della seconda metà degli anni Sessanta, perfino le scelte da tappeto rosso omaggiano di continuo la storia della moda. Dua Lipa agli ultimi Grammy ha scelto un abito bondage della collezione “Miss S&M” autunno/inverno del 1992 di Versace, indossato da Cindy Crawford in quell’anno, prima in occasione dei Video Music Awards e successivamente all’amfAR.
Abbracciare il vintage come passione personale significa adottare uno stile di vita
Potremo certamente subire il fascino di un eco nostalgico, ma la ricerca costante di tessuti e tagli che appartengono ad altre epoche potrebbe farci comprendere meglio la nostra, per di più sperimentando un divertente approccio al vestire e rispettando tutti i dogmi dello sviluppo sostenibile per un equilibrio economico ed ecologico migliore. Il che non significa necessariamente spendere poco, dato che dietro un pezzo d’epoca esiste una ricerca e un’unicità che spesso ne determina il valore.
Rispetto per l’ambiente e fascino del passato
Partiamo dalle corrette definizioni. Bisogna sottolineare che il vintage, per essere definito tale, deve essere stato prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e si riferisce in generale ai secoli passati senza necessariamente essere circoscritto al ventesimo secolo. Tutto il resto, dismesso anche la sera prima e ceduto, è second hand, seconda mano, o come viene chiamato oggi dai tecnici del settore preloved clothing. In entrambi i casi si parla di consapevolezza di ciò che indossi e come lo scegli, dimostra un’attenzione particolare all’approccio sostenibile verso il mondo e ci avvicina alle nostre radici. Nella moda nulla si ripete come una copia, il rimando storico, come abbiamo appena detto, può essere un omaggio, un’ispirazione o un punto di partenza. Questa è la parte interessante del vintage. La percezione contemporanea cambia il modo di leggere il passato, il trasferimento sul presente crea una novità che nasce dalla conoscenza della storia e risveglia nuove prospettive.
La Rinascente interpreta il presente della vendita al dettaglio
Il vintage ti permette di toccare tessuti che non sono più in produzione, di guardare la storia e di viverla attraverso un oggetto, un accessorio o un abito. Quando la Rinascente promuove una scelta di questo tipo, sta trasferendo sul mercato le esigenze di un rapporto esperienziale d’acquisto, non solo a livello sensoriale e visivo, utilizza anche l’esperienza del viaggio nel passato per scatenare un’emozione e una riflessione. Il vintage è più che mai attuale, rappresenta una scelta etica e attenta nei confronti della società che ci attraversa e nel contempo ci ispira e ci educa con vezzo alla conoscenza della nostra storia.











