C’è grande attesa per il concerto del chitarrista e cantante americano Ben Harper, una delle sei corde più interessanti degli ultimi vent’anni oltre che voce originale. Si esibirà martedì 9 agosto al Parco dei Suoni di Riola Sardo per l’organizzazione di Sardegna Concerti.
Un tour italiano rinviato per due anni a causa delle restrizioni e dei blocchi imposti dalla pandemia da Covid-19. Due anni in cui sono successe due cose fondamentali, una brutta e una bella. Quella brutta è la morte il 9 giugno 2021 dello storico bassista Juan Nelson, produttore e arrangiatore nonché intimo amico di Harper che perde un fratello, una delle persone più care nella vita, un compagno fondamentale nella musica. La cosa bella, invece, è aver maturato un nuovo disco, uscito nel luglio di quest’anno, Bloodline Maintenance, (qui la recensione di Gianluca Sacco), in cui Harper concentra i suoi pensieri sulla vita, l’amore, le radici, le provenienze e il mantenimento di una dignità che deve accomunare tutti gli esseri umani.
Cosa ci aspettiamo dal concerto
Harper sembra un uomo gentile, questa impressione è una delle prime che giungono dalla raffinatezza del suo modo di suonare e dalla delicatezza nel canto, mai sguaiato o aggressivo ma sempre soffice e ricco di pathos, che si tratti di ballad o brani decisamente rock e distorsione. Riesce a essere commovente nella reinterpretazione di Hallelujah di Leonard Cohen, impresa quasi impossibile dopo la versione mai eguagliata di Jeff Buckley, ma lui con la sua voce di velluto, il vibrato giusto e ben calibrato e una compostezza invidiabile, ci consegna una versione altrettanto importante.
Nelle sue canzoni ci sono spesso messaggi concentrati in una sola frase, anche il brano più scanzonato può trafiggerti con una piccola verità. È il caso di Diamonds on the Inside quando canta “When you have everything, you have everything to lose” (quando hai tutto, hai tutto da perdere), o in With my Own Two Hands, bellissimo pezzo reggae alla The Wailers, inno al contribuire con le proprie mani a un pianeta pulito e pacifico.
Sentiremo le distorsioni composte e strisciate come in Ground on Down, seconda track del terzo disco Fight for your Mind o quelle decisamente più marcate di Faded, brano di apertura del disco The Will to Live?
Possiamo probabilmente aspettarci il singolo We Need to Talk About It estratto dal suo ultimo disco, ma certamente Harper ha molti modi per deliziarci.
Il suo si presenta come un concerto ricco di sonorità, ottimi musicisti, The Innocent Criminals, con cui condivide studi di registrazione e palcoscenici da oramai trent’anni e che sempre impreziosiscono un diamante quale Harper sa essere. Mancherà il grande Juan Nelson il cui spazio sonoro Harper ha dovuto riempire con più di un musicista per questa serie di concerti.

Quali chitarre suonerà?
Harper è un maestro nella lap slide guitar che ha approcciato all’età di quattro anni e non ha più abbandonato. Ne possiede una a marchio Herman W. Weissenborn del 1920, invidia degli amanti di questa particolarissima sei corde.
Cresciuto in una famiglia melting pot, padre afroamericano e madre di origini ebraiche, frequenta quotidianamente il negozio di strumenti musicali e dischi dei nonni materni. Forse questa è stata in parte la cura all’abbandono del padre quando aveva 5 anni. Ben resta a casa con mamma e fratellini, dischi e corde, canzoni, viavai di persone e l’oceano della California. Ci aspettiamo la lap slide guitar ma anche il suo mondo di suoni acustici affidato alle chitarre Taylor e qualche bella elettrica, magari la Telecaster, con quella distorsione e suono anni ’70 che la storia ci ha consegnato per i secoli dei secoli.
Sì, scegliere di atterrare sul paesaggio marziano del Parco dei Suoni di Riola Sardo è senz’altro giusta, un luogo nel quale anche una ballad-preghiera intimissima come I Shall Not Walk Alone troverà la giusta accoglienza.










