La cerimonia degli Oscar, che riunisce appassionati di cinema, fashionisti e amanti del gossip, anche quest’anno proverà a mettere tutti d’accordo.
L’evento è previsto per la notte tra il 27 e 28 di marzo tra le due e le cinque del mattino italiane (alle 17 per l’orario della west coast e alle 20 per il fuso della east coast) al Dolby Theatre di Los Angeles, Hollywood, consueta sede ormai storica della serata.
Un ritorno alle origini ma con non poche novità a voler solleticare le aspettative sopite nella precedente, anomala, edizione del 2021 che, rispetto alla tradizione ha avuto tante eccezioni, come ad esempio il fatto che sia stata posticipata ad aprile, che abbia potuto ospitare un pubblico ridottissimo, che sia stata dislocata su più spazi e abbia necessariamente previsto collegamenti, ormai irrinunciabili, in video.
Preceduta dalla serata dello scorso 8 febbraio che annunciava le nomination per le diverse categorie, sono già trapelate tante indiscrezioni che si aggiungono all’ufficialità dei nomi e titoli candidati e alle svariate curiosità (vecchie e nuove) che arricchiscono l’evento.
Tutti hanno un soprannome

Il premio, giunto alla sua 94esima edizione, nasce nel 1928 e da allora, per quasi tutti, la statuetta più ambita nel mondo del cinema è confidenzialmente chiamata Oscar, sebbene questo sia solo un soprannome; il nome ufficiale è Academy Award of Merit, e il nomignolo si deve alla somiglianza ravvisata dalla bibliotecaria della Academy Margaret Herrick con suo zio di nome Oscar. Anche il nickname Oscar venne perciò ufficializzato come marchio registrato. Il design, un cavaliere stilizzato che impugna una spada crociata si deve al chief art director della Metro-Goldwyn-Mayer Cedric Gibbons.
Categorie vecchie e nuove
Le attuali 23 categorie, tutte con cinque candidature ad eccezione di quella per Miglior film che ne prevede dieci, non sono immutate dagli esordi. Con il tempo, infatti, se ne sono aggiunte di nuove. L’ultima è quella del 2010 per il Miglior film d’animazione, mentre alcune sono state stralciate, come quella di Miglior montaggio sonoro, eliminata nel 2019.
Una giuria segreta
Ad esprimere il proprio voto sono membri scelti dell’Academy. Dal 2007 non sono resi pubblici i nomi di chi vota. Quel che è noto è che il numero sia di circa sei mila votanti, e che si possa partecipare in quanto vincitori di un premio Oscar, o perché sponsorizzati da due membri interni. Insomma porte chiuse se non siete stati almeno una volta sul tappeto rosso sotto i flash dei paparazzi mentre mostrate lo zio Oscar.
Un nuovo premio

Da quest’anno esiste anche un premio “social”, attribuito alla pellicola più votata su Twitter. Potranno concorrere anche film non ufficialmente in nomination, e tre votanti verranno estratti per un viaggio premio a Los Angeles per partecipare alla cerimonia del 2023. Che si tratti di puro affetto verso un pubblico entusiasta o una strategia di marketing, l’iniziativa è stata apprezzata dai cinefili di tutto il mondo. Durante l’86esima edizione, nel 2014 Twitter “crashò” per i re-tweet (3,4 milioni) del selfie improvvisato dalla conduttrice Ellen DeGeneres con dieci attori. Il famoso selfie, immediatamente postato con l’hashtag #oscar e la didascalia “If only Bradley’s arm was longer” è stato definito dal Times come una delle cento foto che hanno cambiato il mondo.
Italia? Ci siamo!
Oltre che per la candidatura nella categoria come Miglior film straniero ‘E’ stata la mano di Dio’, di Paolo Sorrentino, scorci d’italianità si intravedono nella nomination per Migliore Sceneggiatura non originale del film ‘La figlia oscura’, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante e anche con il film ‘Luca’, candidato come Miglior film d’animazione, diretto da Enrico Casarosa, genovese di nascita. Nomination anche per Massimo Cantini Parrini, per la categoria Migliori costumi nella pellicola ‘Cyrano’.

La conduzione? È donna

Dopo tre edizioni senza presentatore, un’edizione con tre presentatrici. Wanda Sykes, Amy Schumer e Regina Hall sono state ufficialmente annunciate come le tre conduttrici della notte più patinata dell’anno. A seguito della rinuncia alla conduzione di Kevin Hart nel 2019, per le polemiche su alcune sue dichiarazioni pubbliche ritenute omofobe, l’Academy scelse di adottare la strategia di non focalizzare l’attenzione (e i rischi), su una sola persona fino alla scorsa edizione. La scelta di quest’anno appare così ancora più innovativa.
Film e candidature: tutto in famiglia

Condividere un matrimonio, una professione e una nomination agli Oscar si può! E quest’anno capita a ben due coppie. Stesso film e categoria per Jesse Plemons e Kirsten Dunst, candidati come migliori attori non protagonisti per il pluricandidato ‘Il Potere del cane’. Stessa categoria (Miglior attore protagonista) ma film diversi, invece, per Penelope Cruz (candidata per ‘Madres Paralelas’) e suo marito Javier Bardem (candidato per ‘Being the Ricardos’).
In attesa di ulteriori indiscrezioni segniamo la data sul calendario e compriamo il pop corn!










