Non solo rally, motocross, competizioni offshore e padel, ma anche le manifestazioni culturali trainano il turismo in Sardegna. Lo dichiara in una nota dello scorso 10 gennaio l’assessore regionale del Turismo in Sardegna Gianni Chessa: “Nonostante il perdurare dell’emergenza sanitaria, prosegue la programmazione della Regione per la promozione turistica dell’Isola. Perciò, ho accettato di incontrare i rappresentanti dei maggiori festival jazz che da anni si svolgono in Sardegna, condividendo con loro l’opportunità di realizzare un progetto di crescita anche in quel settore, con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso il grande jazz, puntando a intercettare i tanti appassionati e a costruire uno strumento di richiamo turistico anche in ambito internazionale”. La dichiarazione del titolare dell’assessorato di viale Trieste a Cagliari viene resa al termine di un incontro, durante il quale si è parlato del progetto “Sardegna isola del jazz”.
La nota stampa arriva tre giorni dopo la pubblicazione della sentenza del Tar Sardegna sul secondo ricorso contro il click day (QUI l’articolo di Francesca Mulas sulla vicenda) – come hanno riportato L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna – di nove associazioni escluse dai contributi del 2020 per le manifestazioni d’interesse turistico: Associazione Culturale Time in Jazz, Associazione Luna Scarlatta, Società Cooperativa Exo, Associazione Culturale Quasar, Associazione Culturale Backstage, Società Cooperativa A.R.L. Cinearena, Società Cooperativa Sociale Forma e Poesia Nel Jazz, Associazione Jana Project e Associazione Culturale Punta Giara.
Per la seconda volta il Tar ha dato ragione alle associazioni, stabilendo che deve essere data esecuzione alla sua prima sentenza, pronunciata lo scorso agosto: “La Regione proceda all’istruttoria delle domande e concluda la procedura pendente con selezione meritocratica delle istanze di finanziamento presentate dalle Associazioni, entro 40 giorni dalla comunicazione della presente sentenza, applicando, in concreto, i criteri già decisi e definiti in sede iniziale, da parte della stessa Amministrazione, in piena coerenza con le disposizioni speciali di legge (LR 7/1955), NDR la legge che prevede i contributi; con deposito nei successivi 10 giorni della graduatoria finale e degli atti istruttori. (…) In caso di persistente inerzia (esauriti i 40 giorni), si nomina fin d’ora, quale ausiliario del giudice, il Commissario ad acta, nella persona del Prefetto di Cagliari, o suo Delegato, per l’attuazione della sentenza n. 598 del 2021 – NDR la prima sentenza, dello scorso agosto – (compreso il pagamento delle spese legali, euro 3.000), con l’attribuzione di pieni poteri, amministrativi e contabili, sostitutivi”.
La Regione ha cercato di resistere alla prima sentenza del Tar, appellandosi al Consiglio di Stato che, nell’ordinanza di rigetto dello scorso dicembre, scrive: “(…) Il sistema ad ordine cronologico (c.d. a sportello) mutato in corso di gara ai fini dell’assegnazione dei contributi pubblici regionali, esulando da criteri meritocratici fondati sulla previa valutazione da parte dell’amministrazione della tipologia dell’evento e del suo impatto sul territorio (a fini di incremento turistico), appare ad un sommario esame non rispettoso delle previsioni di legge (…)”.
Nella nota stampa dopo la seconda sentenza dal Tar Sardegna Chessa aggiunge: “Anche la cultura rappresenta un mercato che la Sardegna non può e non deve sottovalutare, soprattutto perché può contribuire alla destagionalizzazione dei flussi. Regione crede fortemente in questi progetti, sulla falsariga dei grandi eventi che stanno trasformando la Sardegna nell’Isola dello sport, con un importante ricaduta di presenze nel settore turistico e di vantaggi concreti per l’intero sistema produttivo isolano. E’ necessario valorizzare le migliori esperienze per presentare offerte di qualità del prodotto Sardegna”.
E sulle pronunce del giudice amministrativo, l’assessore regionale del Turismo dichiara: “E’ stata anche l’occasione per ribadire alcuni concetti relativi alla sentenza del Tar sul ‘click day’ per le manifestazioni culturali e di spettacolo. La Regione, seguendo il contenuto della sentenza, dovrà realizzare un altro bando per l’assegnazione delle risorse, ma non la considero una sconfitta. Bensì, è stata confermata la mia iniziale volontà e la regolarità del primo provvedimento, poi modificato su richiesta del mondo associazionistico, che rispondeva ai criteri della legge 7 sulla promozione turistica delle manifestazioni. Il danno, purtroppo, l’hanno subito le associazioni, anche quelle che hanno presentato il ricorso, perché c’era il mio concreto impegno, destinando maggiori risorse finanziarie, a far scorrere la graduatoria, così da ampliare, da 33 a 65, la platea dei beneficiari del contributo. Oltre questo aspetto, restano i toni di qualche protagonista della vicenda che sono andati sopra le righe e che, visti anche i magri risultati ottenuti per l’intero mondo delle associazioni, si sono rivelati inutili ed eccessivi”.
Per l’anno 2021 gli operatori culturali non hanno avuto le risorse dell’assessorato del Turismo a valere sulla legge 7, perché non è stato aperto alcun bando.
(Foto in evidenza: Time in Jazz 2020, di Alessandra Freguja)











