Il verde acceso di una foresta vista dall’alto e poi nei piccoli particolari: le formiche, ordinate, svolgono il loro lavoro sopra il tronco degli alberi; il cri cri delle cicale si alterna a dei colpi ritmati sul legno. Sono le asce dei lavoratori del sughero di Is Pranus, a Escalaplano, piccolo paese di frontiera del Gerrei, nel Sud Sardegna, al confine con l’Ogliastra. E poi gli uomini di quella foresta, “eroi” capaci di scalare alberi giganti di un luogo dalla natura così prorompente, da essere considerato quasi magico. Gli uomini sembrano fusi con gli alberi che, ogni dieci anni, regalano loro il sughero: il materiale estratto servirà per l’edilizia sostenibile e la produzione dei tappi per le bottiglie di vino. Il ciclo del sughero è un processo virtuoso: dopo l’estrazione, il bosco si rigenererà per un altro decennio e le querce di sughera assorbiranno tonnellate di Co2, contribuendo a ridurre gli effetti delle emissioni di gas sulla Terra.
La storia per immagini e brevi testimonianze degli estrattori di sughero, qui raccontata, è del cortometraggio “Padenti/Foresta” di Marco Antonio Pani (23’, 2020), fresco vincitore del primo premio al concorso internazionale Vittorio De Seta, intitolato all’importante cineasta italiano. Il documentario è stato premiato lo scorso 19 dicembre a Noci, Comune della città metropolitana di Bari, “per aver sapientemente declinato le potenzialità offerte dal mezzo cinematografico in una efficace ricerca etnografica di grande impatto visivo e sonoro”. Questa la motivazione della giuria del concorso per documentari etnografici, promosso dalla Federazione italiana delle tradizioni popolari (Fitp).
“’Padenti/Foresta’ – spiega Marco Antonio Pani – è un piccolo film autoprodotto e concepito come un triplo, minimale, ritratto: quello di una foresta nei giorni in cui il sughero dei suoi alberi viene estratto dall’uomo, quello degli uomini che con fatica e rispetto compiono il lavoro e quello di chi fin da bambino ha sognato che a fare il lavoro fossero gli abitanti del paese cui la foresta appartiene”.
Il documentario è stato girato nel 2019. Per la prima volta un’impresa del paese si è aggiudicata la gara del Comune di Escalaplano per l’affidamento dell’estrazione del sughero nella foresta di Is Pranus. “Padenti/Foresta” descrive un’esperienza di economia locale e al tempo stesso svela una realtà sconosciuta in Sardegna: quella di un paese e la sua foresta, dove l’uomo, forte della sua cultura immateriale, svolge un mestiere esclusivo, i cui protagonisti, nomi storici di estrattori del sughero, sono considerati dai giovani il proprio “mito”, un esempio da raggiungere.
Il documentario è prodotto dallo stesso Marco Antonio Pani con il sostegno del Comune di Escalaplano, della società agricola Padenti che ha effettuato l’estrazione del sughero e ci ha tenuto a collaborare con l’autore, infine con il sostegno della Società umanitaria Csc di Carbonia e della Fabbrica del Cinema – Ex Dí-Memoria in movimento.
Sassarese, classe 1966, Marco Antonio Pani è regista, sceneggiatore, montatore e docente di regia cinematografica in attività dal 1992. Fra i suoi lavori più conosciuti e premiati i cortometraggi ‘Chinotto’, ‘Las Puertas del mundo niño’, ‘Panas’, ‘Maialetto della Nurra’, la docufiction ‘Els pintors catalans a Sardenya’, il biopic ‘Arturo torna dal Brasile’ e il lungometraggio ‘Capo e Croce’, firmato insieme a Paolo Carboni. Il suo “Maialetto della Nurra” è stato premiato di recente alla 7a edizione del Babel Film Festival. Attualmente sta ultimando il documentario “Ignazio, storia di lotta, d’amore e di lavoro” sulla vita dell’intellettuale sardo Ignazio Delogu.












