Musica, arte e solidarietà. Il progetto No More War ha preso vita nella mente di Rob del Naja, leader dei Massive Attack, e ha coinvolto il celebre fotografo Giles Duley con un messaggio universale che parte anche da una storia personale. Il fotografo londinese ha viaggiato in tutto il mondo per i suoi reportage: Iraq, Afghanistan, South Sudan, DR Congo, Angola, Bangladesh, Kenya, Ucraina, Giordania, Libano, Colombia, Vietnam e Nigeria. Nel 2011 in Afghanistan fu gravemente ferito dall’esplosione di un ordigno che gli causò una tripla amputazione. Nonostante il terribile incidente già l’anno successivo riprese il suo lavoro di documentarista. Al suo fianco in questa iniziativa Rob del Naja che oltre a essere uno tra i musicisti e compositori di colonne sonore più noti e apprezzati è anche un attivista che si batte per il sostegno ai rifugiati e per i diritti del popolo palestinese.
L’insensatezza della guerra in Afghanistan, di qualsiasi guerra, è sottolineata in un videoclip che mostra come anni di politica di dominio e di controllo nell’area afghana non abbiano portato a nulla se non a un inasprimento dei rapporti sfociati poi con la tragedia dell’11 settembre al World trade center di New York.
Il video elenca anche gli esorbitanti costi di questa politica fallimentare in termini di vittime umane tra i civili innocenti e anche di come l’enorme dispendio economico sia stato totalmente inutile per la sicurezza nazionale. Il video, girato nel centro chirurgico per vittime di guerra di Emergency a Kabul, affianca volutamente in modo crudo le immagini dei pazienti e le statistiche economiche. Secondo il progetto Costs of War della Brown University, 929.000 morti in totale, 387.072 morti civili, 38.000.000 sfollati e un costo totale di 8mila miliardi di dollari.
La campagna No More War sposa la causa che l’associazione Emergency porta avanti dal 1994 battendosi per garantire salute, cure e sostegno alle vittime di guerra e della povertà in tutto il mondo.
Come funziona? È molto semplice: chiunque potrà scaricare le foto di Giles Duley dalla piattaforma Vent e utilizzarla per produrre la propria opera, contribuendo alla diffusione del messaggio e in qualche modo rendendolo originale. Il fotografo e fondatore di Legacy of the War invita alla creatività, alla rielaborazione, alla sovrapposizione del proprio talento al suo in nome di un fine comune: la pace. Qui il link per partecipare
“È arrivato il momento di prendere coscienza del fallimento di venti anni di intervento occidentale – dichiara Giles Duley – e dire chiaramente che non vogliamo più nessuna guerra. Riflettiamo invece su come alimentare una politica estera più produttiva, basata sulla cooperazione internazionale. Ogni dollaro fagocitato dall’industria militare affama una generazione intera, sottraendole educazione, sanità e sicurezza,”.
I dati diffusi da Emergency confermano l’assoluta necessità di prendere una posizione contro le politiche del conflitto. Dal 2001 al 2021 si sono moltiplicate infatti le vittime civili: solo a Kabul sono state effettuate 70.865 operazioni chirurgiche, circa 3.940 all’anno.
Restituire volto e dignità alle persone che si nascondono dietro questi numeri dovrebbe essere prioritario di qualsiasi paese voglia definirsi civile.










