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Salute e welfare, se ne parla a Cagliari nel convegno “Aprire orizzonti” promosso da Casa Emmaus

Di Redazione
23/09/2021
in Comunicazione e società, Cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
Salute e welfare, se ne parla a Cagliari nel convegno “Aprire orizzonti” promosso da Casa Emmaus

“Aprire Orizzonti” è il titolo dell’evento organizzato e promosso dalla cooperativa sociale Casa Emmaus Cooperativa Sociale in programma venerdì 24 settembre a Cagliari all’Exmà di via San Lucifero 71 dalle 09.30 alle 19.
L’iniziativa, giunta alla settima edizione, è inserita all’interno del Cartellone Inclusione Sociale, finanziato dal bando Grandi eventi della Regione Autonoma della Sardegna e ha l’obiettivo di riflettere in maniera critico-costruttiva, attraverso il contributo di illustri ospiti del panorama nazionale, quali esperti del servizio pubblico e del privato accreditato, su alcuni aspetti riguardanti il futuro della sanità italiana e del welfare. Il fine è quello di mettere in luce le criticità del sistema di cura con uno sguardo nuovo e provare a proporre soluzioni. Spesso ciò che non funziona viene sottostimato, sottovalutato generando, di conseguenza, un sistema che procura una cronicizzazione delle patologie e un importante spreco di risorse.
L’evento verrà aperto alle 9.30 dai rappresentanti delle Istituzioni: l’assessore alla Sanità Mario Nieddu, il sindaco di Iglesias Mauro Usai, il presidente della Fondazione di Sardegna Antonello Cabras, il Senatore Giuseppe Lumia.

Cecilia Strada


Si entrerà nel vivo della manifestazione alle 10 con una serie di contributi alla riflessione: Cecilia Strada (figlia del medico Gino Strada, fondatore di Emergency, recentemente scomparso) che parlerà del “Disagio come conseguenza delle scelte politiche”, Roberto Mancini, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata e autore di numerosi libri che coniugano la filosofia con problematiche sociali, che affronterà il tema “Sradicare la disperazione dalla coscienza collettiva” e Francesca Solarino, già assistente sociale presso la direzione dei Servizi Socio-Sanitari dell’ATS, che parlerà del “Ruolo dell’assistente sociale nella rete dei servizi”.


A seguire, dalle 11.45 verrà trattato il tema delle patologie delle dipendenze degli adulti, sulle quali interverranno Bernardo Carpiniello, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della Clinica Psichiatrica di Cagliari e Mauro Cibin, specialista in psichiatria e gastroenterologia, considerato tra i maggiori esperti di disturbi da uso di sostanze e di doppia diagnosi in Italia anche grazie al ruolo ricoperto presso il Centro Soranzo in Veneto; i rispettivi interventi tratteranno di “Dipendenza e psicopatologia: l’intricato rapporto fra sofferenza mentale e uso di sostanze” e dell’”Innesco traumatico delle dipendenze”.
Il terzo panel, in programma alle 14.30, è incentrato sulle “Dipendenze dei minori” e vedrà coinvolti l’economista Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia politica all’Università di Bologna, ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore oltreché essere già stato ospite, in passato, del convegno di Casa Emmaus, che offrirà il suo contributo a proposito della “Responsabilità civile nelle scelte sul welfare”, lo psicologo e psicoterapeuta Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, responsabile dell’Università della Strada e anch’egli un gradito ritorno ad “Aprire Orizzonti”, che scenderà nello specifico delle “Nuove dipendenze nei minori”, per lasciare poi la parola a un gradita nuova ospite della conferenza, la direttrice della Struttura complessa su salute mentale e dipendenze di Imperia Ina Maria Hinnenthal, che sulla base di ricerche pluriennali svolte anche in Inghilterra e Germania, oltre a una feconda collaborazione lavorativa con Mauro Cibin, tratterà della “Cura ambulatoriale dei minori con problemi di dipendenza”.

I disturbi dell’alimentazione, alle 16 con i contributi di Pierandrea Salvo, psichiatra e psicoterapeuta, esperto nel trattamento della età evolutiva e direttore del Centro disturbi alimentari della AULSS 4 del Veneto orientale, che parlerà dei “Luoghi di cura dei disturbi della nutrizione ed alimentazione: il ruolo del trattamento residenziale”, e del Leonardo Mendolicchio, che affronterà il tema delle “Comorbilità nel disturbo alimentare”. Quest’ultimo, medico psichiatra e psicanalista, è anche il direttore scientifico dell’Unica struttura residenziale per i disturbi del comportamento alimentare della Sardegna, gestita da Casa Emmaus Cooperativa
Sociale e convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale “Lo Specchio”. Questa struttura è inoltre l’unica in Italia specializzata nella cura e nella riabilitazione di coloro che sono affetti contemporaneamente sia da dipendenza alimentare che da dipendenza patologica. Il dott. Mendolicchio è anche vicepresidente Nazionale della Società Italiana Riabilitazione Interdisciplinare Disturbi Alimentari e del Peso. Darà il suo contributo anche Francesca Fialdini, conduttrice fra le altre, della docuserie “Fame d’amore” in onda su Rai 3, giunta ormai alla sua terza edizione che affronta il tema dei disturbi del comportamento alimentare, la cui supervisione scientifica è affidata a Mendolicchio. La conferenza sarà conclusa alle 18 da una discussione finale, condotta dal giornalista e ufficio stampa dell’Università di Cagliari Sergio Nuvoli, in cui verrà fatto il punto sulle tematiche emerse nel corso di “Aprire Orizzonti”.
La cooperativa Casa Emmaus, ideatrice ed organizzatrice di “Aprire Orizzonti”, tenta da oltre trent’anni ad Iglesias di dare risposte a tante sofferenze di persone minori e adulte. I suoi servizi accreditati cercano di riabilitare persone con disturbi dell’alimentazione, patologie psichiche, dipendenze patologiche, immigrazione, povertà educativa e disagio sociale. In questo lungo periodo Casa Emmaus ha curato oltre diecimila persone. Un numero considerevole che fotografa
con immediata chiarezza l’incidenza di queste problematiche nei nostri territori. Nel libro “Nessun Destino è segnato. Le storie di Casa Emmaus”, edito da Alfa Editrice, uscito a febbraio 2021 e scritto dal giornalista Luca Mirarchi, racconta proprio delle persone accolte e degli operatori della comunità, offrendo un interessante punto di vista sul problema, che si apre anche allo sguardo delle famiglie delle persone in cura. “Ci sono ancora troppe ferite nelle nostre comunità, troppi silenzi colpevoli e troppo poca capacità di sognare. La responsabilità verso gli altri è un impegno che non possiamo permetterci di lasciare a qualcun altro. Casa Emmaus fa solamente questo ogni giorno da tanti anni”. All’evento si sono già iscritte cento persone tra medici, psicologi, assistenti sociali, educatori e giornalisti, che al termine della giornata potranno acquisire anche i crediti formativi ECM richiesti dagli Ordini professionali per l’aggiornamento e la formazione continua

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