È un sito, è una pagina Instagram, è un contenitore, un aggregatore, sarà questo e probabilmente tanto altro. È sardinia.media, progetto di comunicazione audiovisuale, un hub ideato, finanziato, realizzato e portato avanti da Antonella Arca, imprenditrice digitale con esperienza decennale nel campo dei video.

Sardinia.media è nato come risposta a una domanda “locale”: storie, progetti, racconti, video, foto, podcast che parlassero della Sardegna. “Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo di questa pandemia, è che ci ha fatto riscoprire valori semplici ma fondamentali, spesso legati al territorio. Siamo stati costretti a chiuderci in casa, ritrovando una nostra identità come risposta agli effetti della globalizzazione”, racconta Antonella.
Com’è nata Sardinia.media
Esperienza all’estero, fondatrice della start up MakeTag che è riuscita a fare il famoso exit, cioè a essere comprata da un’azienda più grande, Antonella è una persona dai vasti orizzonti, che guarda al mondo ma con radici ben salde nell’isola. “Ho molti amici del settore audiovisivo che durante il lockdown dell’anno scorso hanno reso gratuita la visione dei loro film. Io cercavo tante cose da guardare, come tutti d’altronde. E allora ho pensato che sarebbe stato utile riunire tutti i film, i corti, i documentari sulla Sardegna in un solo luogo”. Da lì alla creazione di un sito, un vero archivio, il passo è stato breve.
“All’inizio mi hanno aiutato realtà e autori come Terra de punt, Mommotty, Daniele Atzeni, la Cineteca Sarda. Ha aderito anche l’Isre e Gianfranco Cabiddu”. Una volta che si è sparsa la notizia, poi, tanti altri registi, filmaker, creativi hanno contattato Antonella per proporre i loro materiali. Documentari, serie, animazioni, cortometraggi, lungometraggi, pellicole sperimentali, perfino un podcast.
Oltre il sito
Il sito Sardinia.media ha avuto un buon successo all’inizio, arrivando a 3.500 utenti. Poi, durante l’estate scorsa ha avuto una pausa. Da allora Antonella si è dedicata più a Instagram. “Per la mia formazione, per il mio lavoro, ho a che fare con i creativi digitali, che non sono solo gli influencer, gli youtuber ma sono più in generale donne e uomini che sfruttano le nuove piattaforme per veicolare messaggi”.

Tra questi ultimi ci sono anche fotografi, professionisti e amatoriali, che utilizzano Instagram non solo per descrivere e raccontare l’isola e le sue bellezze ma anche come luogo di divulgazione di fotografia artistica. Ed è a loro che ha guardato Antonella per aprire un nuovo fronte di Sardinia.media: quello su Instagram.

“La Sardegna su Instagram è forte, raccontata in molti suoi aspetti, a volte davvero molto bene — spiega — ma se andiamo a controllare le foto geolocalizzate, gli hashtag più utilizzati, si può facilmente notare che il tipo di foto si assomigliano abbastanza tra loro e lo stesso si può dire per i luoghi immortalati, che vanno a ondate, a mode. In realtà — prosegue — c’è un sottobosco interessantissimo di appassionati di fotografia artistica e contemporanea che magari guadagnano pochi like però pubblicano contenuti di altissima qualità”.
L’idea di fondo di Sardinia.media è stata applicata anche a Instagram: un contenitore, un raccoglitore per racchiudere lo sguardo dell’Isola attraverso l’obiettivo della fotografia artistica.
“Anche in questo caso, all’inizio mi hanno aiutato tanti amici, professionisti per la maggior parte, come Antonio Pintus (fotografia minimal), Giulia Cannas, (architetto che fa paesaggi bellissimi), Roberto Salgo (paesaggi industriali), Alexandra Mascia, (che si occupa di moda), Stefania Gambella (che si occupa di cibo e nel tempo ha aumentato il suo successo e i suoi follower fino ad arrivare a oltre 19.000 che l’hanno fatta “scoprire” da Reporter Gourmet), “Frantzisca” Floris (famosa per i suoi servizi matrimoniali), Valentino Congia (anche lui moda), Francesca Ardau, Carmine Pellegrino, ma sicuramente ora me ne sto dimenticando qualcuno”.
Le prime foto sono state le loro, poi man mano si sono aggiunti tanti fotografi amatoriali, “amanti della fotografia contemporanea, anche molto bravi, profili interessantissimi ma con pochi follower”. Tra i tanti, molti allievi della scuola di fotografia di Alessandro Galimberti, la Bottega della Luce.
Il futuro
“All’inizio pubblicavo una foto al giorno. Ultimamente sono molto occupata e non riesco ad essere così costante”. Nonostante non sia il suo lavoro ma solo una passione coltivata nel tempo libero, la pagina ha raggiunto un buon traffico. “Tutto organico”, cioè senza sponsorizzazioni, sottolinea. Oggi Antonella è entrata in contatto e collabora con oltre cento fotografi e l’hashtag #sardiniamedia su Instagram è stato usato su oltre otto mila foto.
Ma al di là dei numeri sono i progetti che contano. E Sardinia.media presto crescerà, evolverà. “Rimarrà sempre un aggregatore, un contenitore. Meno materiale ma più focalizzato su determinati argomenti. La profilazione sarà sicuramente basata sul mood”. L’auspicio è “portare avanti delle collaborazioni con persone che fanno sempre contenuti rivolti allo sviluppo locale. Contenuti audiovisivi che incontrano anche le nostre attività produttive più da vicino, con un branded content di qualità e più sostenibile”.
E qualcosa si è già mosso in modo spontaneo, senza nessun’azione specifica in tal senso. Come è accaduto nel caso di Sandra Giammaruto: “In seguito alla pubblicazione della sua foto, un ristorante di New York gestito da un ragazzo sardo ha voluto i suoi contatti per esporre alcune sue foto nel locale”.
I creator a cui guarda Antonella sono sarde e sardi che assorbono idee dalla loro terra per varcare il mare e anche i confini dell’Italia. Persone come Alessandra Scopetta, che ora lavora a Milano, un talento che attraverso le sue creazioni si è fatta notare anche da Oliviero Toscani, o Claredda, “che è una content creator famosa per gli hashtag #ilbronciodasarda e #normalinfluencer”.
“Internazionalizzarsi significa captare l’attenzione, anche dei giovani, su contenuti locali ma che sappiano rivolgersi anche all’estero: non è globalizzazione, è valorizzazione del locale a livello internazionale”. Amen.










