“Ho sempre pensato all’organetto come a uno strumento e basta, non come allo strumento della musica tradizionale”. Questa affermazione di Pierpaolo Vacca è la chiave per comprendere il suo album d’esordio ‘Travessu‘, viaggio musicale che sfida le convenzioni per abbracciare l’innovazione. Uscito lo scorso 19 gennaio per Tǔk Music, etichetta discografica che riporta al nome di Paolo Fresu, è disponibile in tutti i negozi di dischi e sulle varie piattaforme digitali.
E a giudicare dall’accoglienza calorosa riservatagli Pierpaolo Vacca non si sbagliava. In pochissimi giorni il video di ‘Danzas | Sardstep’, brano di apertura dell’album, ha totalizzato oltre cinquantamila visualizzazioni sulle pagine social del musicista. Come per chiarire a cosa si va incontro ascoltandolo, ci si trova di fronte all’organetto di Vacca che dialoga, in un crescendo, con batteria, sintetizzatori, campionamenti e scratch di Dj Cris.
Il titolo del disco, Travessu, che significa letteralmente “rovescio” o “bastian contrario”, rivela infatti la volontà di ribaltare e rimescolare le tradizioni musicali per esplorare nuovi territori sonori. Vacca, organettista ovoddese di talento con un passato da elettricista, presenta un lavoro interamente arrangiato, composto e suonato da lui stesso, affiancato da collaborazioni con artisti del calibro di Dino Rubino, Pape Ndiaye, Nanni Gaias, Dj Cris e Fabio Calzia.

Non è sfida per tutti quella di prendere l’organetto e farlo suonare per fonderlo con la musica elettronica, il folk o il jazz. Bisogna averla nell’anima la musica tradizionale sarda fatta di balli e comunità che si stringono intorno a chi suona per lasciarsi trascinare dalla poesia di un ritmo quasi concentrico, come quello ipnotico de su ‘Dillu‘. Le contaminazioni delle prime tracce, da ‘Ballu travessu‘ a ‘Campid Afro‘ con Pape Ndiaye, dichiarano apertamente l’approccio audace e innovativo di Pierpaolo Vacca con la musica tradizionale, capace di mescolanze che guardano alla world music. E’ proprio in questa direzione che ‘Travessu’ inaugura la ETNOTǓK, sotto-etichetta dedicata alla musica tradizionale ed etnica.
Ma è in chiusura dell’album che il musicista torna alle origini con brani della tradizione ancora vissuti e ballati dalla comunità di Ovodda. ‘Passu torrau e ‘Ballu tundu‘ evocano il volteggiare degli abiti femminili nei giorni di festa al ritmo dei tacchi maschili battuti con forza sul pavimento. Un legame fortissimo, quello interpretato da Pierpaolo Vacca, tra chi suona e la sua comunità, di cui diventa espressione e rappresentazione musicale.
La scelta di registrare presso lo studio Artesuono di Stefano Amerio sottolinea l’impegno di Vacca per la qualità sonora, fornendo un’esperienza di ascolto di altissimo livello, disponibile anche in audio spaziale. La copertina dell’album, opera di Lorenzo Vacca e le immagini interne, scattate da Gianni Rizzotti, contribuiscono a creare un’esperienza visiva completa.

Pierpaolo Vacca si è già fatto notare nella scena musicale nazionale con diverse collaborazioni importanti. Nel triennio 2021-2023 ha preso parte dallo spettacolo teatrale Tango Macondo, diretto da Giorgio Gallione al Teatro Stabile di Bolzano, trasformatosi poi in progetto discografico, con la collaborazione dalle voci di Malika Ayane, Tosca ed Elisa. Quest’ultima, lo scorso anno, lo ha voluto insieme a Daniele di Bonaventura e Paolo Fresu sul palco del Teatro Arcimboldi di Milano in occasione dell’ultima data del suo tour ‘An Intimate Night’.
Nato a Ovodda, nipote del noto suonatore di launeddas Beppe Cuga, Vacca ha iniziato a studiare l’organetto a 6 anni. Da giovane, ha debuttato nelle piazze dell’isola in varie manifestazioni folkloristiche e nel 2004 è entrato nel gruppo folkloristico ovoddese Oleri. Mosso dalla passione per la world music, ha composto brani ispirati alla musica popolare irlandese e francese. Nel 2018, su invito di Paolo Fresu al festival “Time in Jazz”, ha tenuto un concerto solistico dal titolo ‘Jazz e tradizione popolare tra passato e futuro‘. Nel giugno 2019, ha partecipato al progetto music@work a Dakar, contribuendo alla formazione del gruppo sardo-senegalese ‘Gegò yegó‘ e registrando un album che fonde le tradizioni musicali sarde con i ritmi e le melodie del Senegal. Ha collaborato con vari artisti, tra cui Alberto Sanna, Francesco Fry Moneti, Modena City Ramblers, Andrea Pisu e Jullien Cartonnet.
A conferma del suo multiforme ingegno musicale Pierpaolo Vacca, in occasione della Giornata della Memoria, attualmente è in tournée con ‘Storia di un uomo magro‘, racconto di e con Paolo Floris, liberamente tratto da ‘La ghianda è una ciliegia’, di Giacomo Mameli, di cui il musicista ovoddese ha composto le musiche.










