L’identità è una casa aperta, afferma il celebre scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, che si ingrandisce e si arricchisce ogni giorno. E quella di Kasia Kwolek, brillante e raffinata cantautrice polacca in Sardegna dal 2013, è costituita da profumi, sensazioni e stati d’animo amalgamati in dieci brani che compongono il suo disco ufficiale d’esordio ‘’Goccia’’, pubblicato il 15 luglio 2023 dalla realtà editoriale Cenacolo di Ares e accompagnato dal video ufficiale della titletrack con le riprese e la fotografia di Sara Collu Architect e l’editing e il montaggio firmati da Alessandro Sanna in arte Quilo dei Sa Razza, girato interamente tra Sanluri e Villanovaforru.
Il progetto si caratterizza per una scrittura densa e delicata, tramite cui Kasia sa parlare ai cuori più sensibili, soffermandosi senza timore sui sentieri intricati nel buio che in pochi hanno il coraggio di percorrere. L’album si apre con la ballata ‘’Demoni del tempo’’ arricchita da vocalizzi istrionici, seguita da ‘’La ruota’’ traccia permeata da un mite disincanto, il pezzo che dà il titolo al lavoro coniuga una tecnica precisa a contenuti spessi, ne ‘’L’incantesimo dei sensi’’ il ritmo va in crescendo per farsi sempre più dinamico nella seconda parte del pezzo, in ‘’Solo per te’’ l’artista canta di parole che spezzano il cuore, di amori persi e di amori ritrovati, mentre ne ‘’La lotta’’ emerge uno stato di saudade pacato che consente di dialogare con le proprie paure traendone arricchimento, così da percorrere nuovi sentieri. Sentieri che conducono al brano ‘’Emozioni’’ dove l’elemento marino si unisce ai moti dell’animo finendo per essere un tutt’uno con essi. Subito dopo è la volta di ‘’Sono qui’’, un invito a non girarsi indietro mai e a proseguire nel proprio cammino, in ‘’Ballata norrena’’, canzone contraddistinta da tratti astrali, Kasia celebra le sue radici per poi concludere in ‘’Fenice’’ con una esecuzione degna di nota, dove la sua voce fa da protagonista assoluta riuscendo ad arrivare con particolare immediatezza, senza rinunciare a virtuosismi sognanti.
Sogni, speranze e amore per la natura sono le linee guida di un disco di spessore che scorre fluido. “La natura è la mia musa ispiratrice – spiega – per me tutti gli elementi naturali sono i simboli più autentici delle emozioni. La natura è il mio rifugio, siamo unite da un legame primordiale indefinibile”. Kasia parla del suo debutto discografico con dolcezza e quel pizzico di timidezza che la contraddistingue. Ha 45 anni appena compiuti, capelli rossi, occhi verdi, un maglione viola: mentre si racconta, nella sua casa di Marrubiu, rivolge il suo sguardo verso le vette suggestive e fascinose del Monte Arci che si profila dalla sua finestra. “Per vent’anni sono stata a Cracovia dove sono nata e cresciuta, poi sono approdata in Valle d’Aosta, nel Lazio, nelle Marche e infine in Sardegna. L’Isola mi ha colpito profondamente da subito, quando l’ho scoperta nel 2005 mentre facevo la stagione estiva. All’epoca mi occupavo di artigianato artistico, venivo qui per le stagioni estive poi nel 2013 ho preso la decisione di trasferirmi definitivamente. Quando torno in Polonia la Sardegna mi manca tantissimo, mi sento incompleta”.
La pubblicazione del disco è il pretesto per parlare della vita in tutte le sue sfaccettature partendo dal tempo che passa, per arrivare all’importanza di una piena consapevolezza del presente, alla lettura della scrittrice Sylvia Plath sino al desiderio di godersi ogni singolo istante senza pensare a quel che sarà in futuro. Il tempo si dilata in una fredda domenica di fine gennaio ma che beneficia dei raggi tiepidi di un sole nemmeno così timido. Per Kasia è il momento di andare e di concentrarsi sulle prossime idee, non prima però di soffermarsi ancora un istante su cosa rappresenta per lei la poesia. “La poesia è ciò che caratterizza tutto ciò che faccio, è un flusso inarrestabile che non si può controllare e che ti smuove qualcosa dentro”.










