“Nessuno vuole pensare alla morte: diventare fragili, perdere la vitalità, chiudere gli occhi per l’ultima volta. Ma una cosa è certa: moriremo tutti. La domanda è “quando”? Quanti anni riusciremo a ottenere dal nostro corpo, e noi abbiamo qualche voce in capitolo? […] Esiste una soluzione? Io credo che il punto non sia cercare di evitare la morte, ma di imparare a vivere la vita.”
(Dan Buettner)

Inizia così ‘Live to 100: Secrets of the Blue Zones’, la docu-serie di Dan Buettner disponibile su Netflix dal 30 agosto tratta dal suo libro. La decodificazione dei segreti della longevità, tema a cui il divulgatore scientifico e collaboratore del National Geographic si dedica da ben vent’anni, è il fil rouge delle quattro puntate di questa miniserie: un viaggio tra cinque comunità, le cosiddette blue zones, abitate dalle persone più longeve del pianeta che grazie a uno stile di vita sano e attivo superano i 90 anni e, in alcuni casi, i 100. Da Okinawa in Giappone, a Ikaria in Grecia, a Nicoya in Costa Rica, a Loma Linda in California fino alla Sardegna, le formule di benessere sono molto simili tra loro se non identiche: piccole e semplici abitudini quotidiane che non hanno nulla a che vedere con i farmaci, la chirurgia e gli allenamenti in palestra a cui si ricorre nella speranza di vivere più a lungo e apparentemente più sani.
Perché si parla di blue zones?
Al centro del documentario ci sono le blue zones, quelle aree in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media normale. Questo concetto nacque dallo studio demografico sulla longevità umana condotto da Gianni Pes e Michel Poulain. Quando i due ricercatori localizzavano delle aree ad alta longevità si premuravano di segnarle sulla mappa con dei cerchi blu, motivo per cui iniziarono a essere chiamate blue zones. I risultati di questo lavoro furono sorprendenti e, nel 1999, durante una conferenza internazionale, Gianni Pes raccontò di aver scoperto che la provincia di Nuoro era l’area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo, quasi dieci volte il numero di quelli che si trovano normalmente in una comunità analoga negli Stati Uniti. Purtroppo, diversi membri della comunità scientifica, perplessi di fronte alle sue affermazioni, si rifiutarono di credergli. Anche Dan Buettner venne a conoscenza delle scoperte di Gianni Pes, e proprio in quel momento si stava dedicando a una ricerca sui centenari di Okinawa. Decise così di partire alla volta della Sardegna e di avventurarsi tra i paesini agricoli dell’Ogliastra per avere più indizi sui segreti dei centenari.
L’elisir della longevità ogliastrina

In ‘Una scoperta inaspettata‘, la seconda puntata girata tra Baunei e Gairo Vecchio, Dan Buettner e Gianni Pes si avventurano in una delle sette Barbagie: una zona culturalmente conservativa dove, grazie a un insieme di tradizioni, codici di comportamento e valori, gli abitanti hanno condotto uno stile di vita sano associato a una maggiore durata della vita.
La chiave sta in quattro elementi della vita quotidiana: in queste microaree, situate in zone montane, gli abitanti si muovono continuamente a piedi, spesso percorrendo strade ripide o le rampe di scale delle loro abitazioni a due o tre piani. All’esercizio fisico costante, di grande giovamento, si aggiunge una dieta sana a base di carboidrati “buoni” che si trovano nel pane a lievitazione naturale, di cereali integrali, legumi e verdure contenute nel minestrone. Un mix di ingredienti che garantisce numerosi benefici per la salute. Inoltre, queste comunità sono composte in gran parte da allevatori, professione che facilita il controllo dello stress e assicura una vita più serena. Infine, la vicinanza dei familiari contribuirebbe a migliorare notevolmente la vita degli anziani, facendoli sentire meno soli e decisamente più tranquilli. Un gesto che rafforza la coesione familiare e che promuove la valorizzazione della saggezza dei più vecchi, visti come risorsa e fonte d’ispirazione.
(La foto in evidenza è di Wikipedia, scattata da Vid Pogacnik)










