Tutti i cambiamenti importanti, come sosteneva il celebre filosofo William James, comportano un salto nel buio. Un salto che per quanto porti con sé titubanze e incertezze vale la pena compiere per dare vita a un nuovo inizio. Un nuovo inizio che Alessandro Lai in arte L’Astronauta, cantautore di 35 anni originario di Sant’Anna Arresi, ha saputo affrontare da subito con leggerezza, ironia e una buona base di immancabile introspezione. Elementi che si compenetrano nel suo nuovo singolo ‘’La hit dell’estate’’ pubblicato il 20 luglio scorso, accompagnato da un video ufficiale spiritoso e che si sposa appieno con un brano pungente capace di far divertire e al contempo riflettere.
Come nasce ‘’La hit dell’estate’’?
Il brano è nato in maniera molto naturale, scritto e prodotto in meno di un’ora. Avevo da subito chiaro cosa fare a livello musicale, seguendo il sound degli anni Sessanta riadattato in chiave moderna. Volevo soffermarmi sulle pecche dell’industria musicale e dare una piccola tirata d’orecchie agli ascoltatori che troppo spesso si fanno condizionare non dalla bravura di un artista ma dai numeri che ha sui social.
La ricerca di un brano che possa diventare una hit ritieni sia più croce o delizia per un artista?
Non è un quesito che mi sono mai posto, è un qualcosa che riguarda, più che un artista indipendente, chi è tra le file di una major e ha delle attese da rispettare. In questo caso, quindi, direi che è più una croce. Ritengo che un artista indipendente non debba perdersi in ragionamenti simili, sarebbe come darsi la zappa sui piedi.
Qual è la tua concezione di hit?
Per me una ‘’hit’’ è una canzone destinata a diventare un classico, andando ben al di là delle vendite. Una hit è un brano che resiste nel tempo e diventa il manifesto di una generazione. Gli esempi da fare sono tanti, come ad esempio ‘’Abbronzatissima’’ di Edoardo Vianello oppure, per fare un riferimento alla scena hip hop da cui provengo, brani quali ‘’Quelli che benpensano’’ di Frankie Hi Nrg oppure ‘’Aspettando il sole’’ di Neffa.
In passato il tuo nome d’arte era Big Boo ed eri un esponente della scena hip hop: cosa ti porti dietro di quel periodo?
Direi tutto, in quella fase non solo ho imparato a rappare ma anche a cantare. Dal punto di vista della produzione vale lo stesso discorso, l’approccio è il medesimo con la differenza che prima realizzavo le mie strumentali tramite il campionamento mentre adesso le faccio interamente da zero.
In cosa si differenzia L’Astronauta da Big Boo?
La differenza sta nella produzione e nel genere: Big Boo campionava mentre L’Astronauta suona, Big Boo faceva hip hop mentre L’Astronauta fa pop. La mia nuova fase artistica affonda le radici in una fase in cui ancora mi chiamavo Big Boo e portavo avanti ricerche più spirituali. Ero consapevole di dovermi liberare da alcuni aspetti che mi stavano stretti, ripartendo da zero.
Negli anni scorsi hai fatto parte del gruppo hip hop Fc Click. È un capitolo chiuso o verrà riaperto in futuro?
È stata una esperienza fondamentale, sia per me che per l’altro membro del gruppo ovvero Luca Corona in arte Mangiafocor con cui abbiamo iniziato nel 2003. Abbiamo celebrato il nostro percorso nel 2018 con il disco ‘’XV’’ che racconta la nostra storia e la nostra crescita umana e artistica. Non so se faremo un altro progetto assieme, attualmente non credo anche perché non penso che riprenderò a produrre e a mettermi in gioco nell’ambito dell’hip hop.
‘’Ora o mai più’’ è uno dei tuoi brani più profondi, dove parli dei tuoi demoni interiori: hai fatto pace con i fantasmi del passato?
Sono molto più in pace sia con loro che con me stesso. I fantasmi del passato si annidano nel cedere all’abitudine, rimanendo nella propria comfort zone: bisogna avere il coraggio di andare avanti e percorrere sempre un’altra strada. Personalmente, sarò sempre pronto ad accogliere i fantasmi del passato con il sorriso, perché nel tempo ho imparato a conoscerli bene e a dialogarci.










