Non è solo il caldo umido e soffocante di questi giorni a portare il vento del sud del mondo. C’è aria di Brasile nelle notti cagliaritane, e dato che un’estate senza la musica brasiliana non è una vera estate, ecco la pianista e cantante Eliane Elias, di scena giovedì 13 luglio alle 21.30 a Cagliari nel piccolo anfiteatro di Marina Piccola.
In epoca di intarsi, contaminazioni, trasvolate tra ieri e oggi, fusion di tutto e del suo contrario, la carismatica musicista di San Paolo continua a dire la sua con la finezza e l’eleganza che da tempo caratterizzano la propria storia. Organizzato da BFlat e Forma e poesia nel jazz, incastonato nel programma spettacoli “Cagliari dal vivo 2023” che salpa con questo appuntamento, il concerto è un evento atteso dagli aficionados per due motivi: Elias ritorna in città dopo trentotto anni di assenza (l’ultima volta in Sardegna fu invece nel ’99 al festival di Calagonone), portandosi appresso una stella jazz del calibro di Marc Johnson, contrabbassista dalla sonorità sontuosa e dal senso ritmico infallibile (si esibirà per la prima volta nel capoluogo sardo), per anni sodale del sommo pianista Bill Evans. Con loro sul palco ci saranno i validi Leandro Pellegrino alla chitarra e Rafael Barata alla batteria, entrambi brasiliani.
Elias, il cui stile ha sempre guardato nella direzione di Hancock e del primo Corea, regalerà un repertorio incentrato sui brani del nuovo album “Quietude”, dove è andata alla ricerca delle proprie radici che affondano nel samba e nella bossa nova. Un disco misurato in cui affiorano brani firmati da Vinicius De Moraes, “Vocé e eu” (non era ancora maggiorenne quando andò in tour con il poeta e diplomatico dalla voce gentile e “qualunque”), Tom Jobim, “So tinha de ser com voce”, e dal triumvirato Veloso-Gil-Gilberto, “Bahia com H”, seguito al pirotecnico “Mirror mirror” licenziato nel 2021, segnato da vertiginosi duetti con Chick Corea e Chucho Valdés.
Trentuno album all’attivo (il primo, “Amanda”, risale al 1985), l’ex moglie del trombettista Randy Brecker (risposatasi con Marc Johnson), ha vinto quattro Latin Grammy, militato negli Steps Ahead, collaborato con una infinità di jazzisti importanti, tra cui Hancock, DeJohnette, Baron, Gomez e altri ancora. Una serata da non perdere, quindi, in cui la musica del Brasile rivivrà come codice d’una religione naturale e viva, che è poi l’anima umana. Come specchio limpido della vita.










