Il libro del monaco di Desenzano del Garda Guido Bormolini “L’arte della meditazione, meditare per respirare con l’infinito“, in libreria con Ponte alle Grazie, ci guida verso l’ascolto e la riscoperta di una spiritualità perduta. L’autore sarà a Cagliari domenica 11 dicembre per un incontro all’interno del Lei Festival. calendario dedicato a lettura e filosofia realizzato da Compagnia B con la direzione artistica di Alice Capitanio: appuntamento alle 17 al teatro di Palazzo Doglio in via Logudoro.
La nostra quotidianità, ormai frenetica, carica di stimoli, sollecitazioni e distrazioni, si è impoverita da un punto di vista emotivo. Non parliamo di pensiero necessariamente religioso quanto invece di un iter filosofico e spirituale in grado di riconnetterci con la natura, con gli altri e soprattutto con noi stessi. Ex falegname e liutaio, monaco, esperto di cure palliative e tanatologo, dal 1990, acquisite le competenze sotto l’egida di Tiziano Rizzi, Guidalberto Bormolini si dedica alla meditazione in modo sempre più approfondito.
“Vorrei soprattutto che alla fine del percorso possiate penetrare il mistero della meditazione. Anche se dopo la lettura resterà comunque misteriosa, l’averla incontrata attraverso queste pagine la renderà un mistero più familiare, ma soprattutto capace di dare un senso a una vita che sempre più per le moltitudini sta diventando priva di senso, priva di passione, priva della possibilità di vivere un amore assoluto”.
Iniziare un percorso di meditazione significa intraprendere un viaggio dentro se stessi ma aperti al mondo, dando una direzione a cose che prima ci apparivano come frutto del caos. Riappropriarsi di una spiritualità e della consapevolezza è anche un modo per sentirsi in connessione con gli altri, per accogliere il pensiero più alto di buddhismo, cristianesimo, ebraismo e islam perché le necessità, le aspirazioni e le paure sono elementi comuni a tutte le persone. Abituare il corpo e la mente all’esercizio aiuta a superare le differenze e le ansie del vivere, proiettando il pensiero verso orizzonti più chiari e ampi. Il vuoto che tanta gente avverte nelle proprie vite è dovuto alla fretta, alla superficialità e al disvalore che diamo alla stessa esistenza, concentrandoci sull’immediatezza e sul materialismo, in un’ottica cieca, senza prospettive future. Ma da questa sofferenza nasce anche un’opportunità, quella di invertire la rotta verso un oblio spirituale per cercare un nuovo approdo più appagante. Non sempre la chiesa riesce a fornire le risposte giuste ai bisogni delle persone, la componente meditativa non è così diffusa e praticata mentre può essere una strada che guida alla scoperta dei misteri e della trascendenza.
Ma Bormolini è anche uomo di grandi capacità pratiche, ha partecipato personalmente alla ricostruzione di molte zone d’Italia abbandonate mettendo a disposizione le sue doti manuali. Vegetarianesimo, ecologia integrale, sostenibilità sono tra le tematiche che più ha a cuore. Ha fondato con Mario Biggeri il Centro di ricerca di economia, spiritualità e sviluppo umano integrale e sostenibile. Partecipa alla rete “Il futuro che sogniamo” e da tantissimi anni accompagna i malati terminali assistendoli alla fine del loro viaggio terreno. Svolge anche intensa attività culturale come promotore di dibattiti sull’intercultura religiosa e sul dialogo tra fedi diverse. In questo suo ultimo libro Bormolini offre esperienza personale e competenze a chi vorrà arricchire la sua visione dell’esistenza e regalarsi occhi nuovi per guardare il mondo.










