“Oggi si compie il primo passo ufficiale di un progetto che consentirà alla Sardegna di scrivere una pagina importante del naturismo. Vogliamo andare oltre le spiagge e incontrare i territori, la popolazione, le istituzioni, ma anche gli operatori economici, in particolare le imprese culturali”. A parlare è Giampietro Tentori, presidente nazionale dell’Associazione Naturisti Italiani ANITA – intervenuto a Cagliari alla presentazione del Distretto del Turismo Naturista della Sardegna.
Le prime spiagge naturiste autorizzate nell’Isola sono tre: dal 2018 “Torre Bianca” a Porto Ferro (Sassari) e “Piscinas sud” ad Arbus e dallo scorso aprile si è aggiunta “Is Arenas – Is Benas”, nel territorio di San Vero Milis . Ora ANITA punta a costituire entro la fine dell’anno la prima Rete sarda delle spiagge e dei sentieri naturisti autorizzati, grazie alla Legge regionale n. 16 /2017 , che promuove il turismo naturista tra le nuove forme di turismo sostenibile tra natura e cultura.
È in fase di predisposizione un protocollo d’intesa tra Comuni e “lo sviluppo e la condivisone di un progetto operativo da presentare alla Regione Sardegna e anche nell’ambito del Programma INTERREG Marittimo-Maritime (ndr programma europeo per lo scambio di esperienze e la cooperazione tra Italia e Francia)”, spiega Sergio Cossu, delegato sardo dell’associazione insieme a Giuseppe Ligios.
I comuni sardi coinvolti
“ANITA – sottolinea Cossu – sta portando avanti un dialogo e una fattiva collaborazione con diverse amministrazioni comunali della Sardegna tra cui Arbus, Sassari, San Vero Milis, Muravera, Bari Sardo, Alghero e Villanova Monteleone, in percorsi per la gestione sostenibile e per l’istituzione di nuove spiagge naturiste per la stagione turistica 2022 e sta prendendo contatto con altre amministrazioni i cui territori presentano delle situazioni vocate per questa tipologia di turismo sostenibile come Porto Torres, Stintino, Badesi, Aglientu, Santa Teresa di Gallura, Arzachena, Tertenia, Cagliari, Teulada, Sant’Anna Arresi, Cabras, Narbolia, Bosa”.
Le spiagge naturiste sono “libere, aperte a tutti, non solo ai turisti naturisti – ricordano i delegati di ANITA – Sono dei luoghi dove “è possibile praticare la nudità nel rispetto delle leggi attualmente vigenti in Italia, delimitate da una semplice segnaletica informativa, a tutela di ogni sensibilità, senza pregiudizi”. Perché il naturismo è rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente e il turismo naturista, meno impattante rispetto a quello tradizionale, garantisce una stagione lunga.
Un sentiero naturista e un festival
Nel progetto è previsto non solo l’ampliamento del numero delle spiagge naturiste in Sardegna, ma anche la nascita nell’Isola del primo sentiero naturista d’Italia, oltre ad uno dei primi festival di teatro, musica e danza per veicolare la nudità attraverso l’arte.
Sul primo punto – spiega Sergio Cossu – “abbiamo già sperimentato tre sentieri: quello che da Stintino attraversa la Nurra di Sassari, il secondo da Arbus a Funtanazza, il terzo in Gallura dalla spiaggia di Li Cossi. Puntiamo a far riconoscere uno di questi tre itinerari per il trekking”.
“Abbiamo individuato come luogo per Il festival il sito minerario di Ingurtosu ad Arbus e come periodo la penultima settimana di settembre”, anticipa Giuseppe Ligios, che oltre a svolgere un ruolo attivo dentro ANITA è il direttore artistico della compagnia algherese Teatro d’Inverno. “Non appena arriveranno le autorizzazioni e si sarà concluso l’iter amministrativo necessario, comunicheremo il programma”.
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