Prosegue il viaggio di Lunàdigas, docufilm scritto e diretto da Nicoletta Nesler e Marilisa Piga: mercoledì 13 aprile il progetto è stato presentato negli spazi dell’Università della Terza età di Cagliari, un’occasione per raccogliere ancora osservazioni e testimonianze sul tema delle donne senza figli.
Il progetto, nato nel 2015, è stato pensato per dare voce a tutte le donne che hanno scelto di non avere figli e che sono oggetto di stereotipo e pregiudizio sociale. Diverse, egoiste, incomplete, rami secchi, mule: questo è ciò che si sentono dire. Giudizio tagliente, offensivo e denso di bieco moralismo. Il titolo arriva dal nome che i pastori sardi danno alle pecore che non possono figliare: Nesler e Piga lo scelgono per avere un’unica parola con cui riferirsi alle donne “senza figli” o “non madri”. Nel tempo l’idea, immaginata come un webdoc, si è trasformata in un film di documentazione di questa realtà e dello stigma cui è sottoposta.

Dal 2016 il film sta facendo il giro di sale e festival nazionali e internazionali, collezionando riconoscimenti e che è possibile vedere dal sito http://www.lunadigas.com.
L’archivio di Lunàdigas
Accanto al lavoro che ha portato alla creazione del docufilm, c’è un archivio vivo, già ricco di testimonianze video di donne che hanno scelto di non avere figli, ma anche di quelle di chi non li ha potuti avere, o di chi è riuscita a fare accettare la propria omosessualità perché diventata madre. Ci sono anche testimonianze di persone molto note, come la partigiana, scrittrice e politica Lidia Menapace, lo scrittore Erri De Luca, il drammaturgo Moni Ovadia, la produttrice cinematografica Marisa Piperno. Gli argomenti sono tra i più disparati, soprattutto le motivazioni.
Tra le interviste, c’è quella di Annarita e della sua compagna Nora: la prima ha voluto un figlio, la seconda no. Il dibattito che si accende tra le due è interessante e culmina nella frase: avere avuto un figlio non toglie la libertà a te ma la toglie a me. Ciò che le tiene unite è un legame di affetto profondo, questo le ha aiutate a superare le difficoltà di scelte diametralmente opposte (qui il video)
Ma ci sono anche gli scambi nello spogliatoio di rugby femminile (qui il video), chi è mamma e chi no, cosa si desidera, si perde, si conquista. Ogni testimonianza viva mostra una faccia del tema maternità, mancata maternità per scelta ma anche la rinuncia a diventare padre. La mistica della maternità, non sapere dove trovare l’istinto paterno, la coppia come famiglia, la reale volontà di diventare genitore sono solo alcune delle riflessioni e posizioni rispetto a questo tema così delicato.
In un video c’è anche il contributo di Erri De Luca che parla del suo non essere diventato padre e a questo si aggiunge il non essere marito, anche se lui si sarebbe sposato, ma non è stato voluto. Si sente sospeso e per il fatto di non avere avuto figli si definisce come un vicolo cieco, che non fa sbucare la specie dall’altra parte. Ma fintanto che è la persona a definirsi così, non viene a mancare nessuna forma di rispetto ed è assente un giudizio esterno. De Luca dice che in fondo non ne sente la mancanza perché è un uomo che vive di presenze. “Se ci fossero i figli ne sentirei la presenza”, “mi manca l’immaginazione per sentirne la mancanza”.
Storie e contributi

Il sito di Lunàdigas è ricco di video ma è molto interessante anche la sezione Storie in cui il campo di analisi ed esplorazione delle tematiche sulla maternità si allarga ancora di più.
È una iniziativa alla quale si può contribuire non solo con una propria testimonianza, ma anche con alcune azioni che possano sostenere questo lavoro: aiutando a far crescere la comunità con la condivisione del progetto, oppure donando una somma o regalando il film, la shopper, un gioco o un libro.










